Non si placa la polemica del San Tommaso

Non si placa la polemica del San Tommaso

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La scarsa visibilità del San Lorenzo Maggiore

Non si fermano le polemiche inerenti alla sconfitta ottenuta tra la nebbia contro lo Sporting Guardia. Stamane la società biancoverde ha diramato un comunicato stampa che recita: “La Società A.C.D. San Tommaso Calcio rende noto di aver proceduto formalmente a interessare la FIGC – Comitato Regionale Campania e l’Associazione Italiana Arbitri – Comitato Regionale Campania in ordine ai fatti accaduti in occasione della gara del 4 gennaio u.s. sull’impianto di San Lorenzo Maggiore contro lo Sporting Guardia, per di più verificatisi contro una compagine già assurta agli onori della cronaca per la decisione di abbandonare il terreno di gioco in occasione della gara contro il Montesarchio del 21 dicembre u.s. Relativamente alla richiamata gara del 4 gennaio u.s., il malumore della ns. Società è determinato dall’atteggiamento a nostro avviso palesemente in spregio al Regolamento del Giuoco del Calcio messo in atto dal direttore di gara. Al riguardo, il presente comunicato è accompagnato da alcune foto scattate durante il secondo tempo della citata gara. Anche l’occhio più miope ci sembra in grado di poter dedurre che le condizioni metereologiche non consentivano la disputa della gara. L’arbitro ha invece perseverato nel contravvenire al Regolamento del Giuoco del Calcio, nella fattispecie alla Regola 1, Decisione Ufficiale FIGC punto 4) Cause che determinano l’impraticabilità del terreno di gioco che, al riguardo, è chiara nel richiamare tra le cause la “insufficiente visibilità a causa di nebbia o sopraggiunta oscurità: quando l’arbitro non è in grado di vedere, da una porta, la totalità del terreno di gioco; naturalmente, compresa la porta opposta. Qualora l’arbitro ritenga che detti impedimenti abbiano carattere temporaneo, inviterà le squadre a tenersi a disposizione per il tempo che riterrà opportuno. In caso di impedimenti definitivi, decreterà la sospensione definitiva della gara”. Orbene, l’arbitro, nonostante le foto siano esplicite nel dimostrare che la visibilità non andava oltre i 10-15 metri, non ha ritenuto opportuno considerare la possibilità di procedere alla sospensione della gara. Anche se riteniamo che le foto da sole testimonino già in abbondanza lo svolgimento di una gara in palese spregio del Regolamento del Giuoco del Calcio, elenchiamo alcuni comportamenti messi in atto dal suddetto direttore di gara: – l’arbitro ha ritenuto opportuno sanzionare con un cartellino giallo, trascorsi due minuti di gioco, il ns. calciatore Liguori (n. 4) per un normale fallo di gioco, sottolineando che sarebbe stato inflessibile. Tale inflessibilità non l’abbiamo notata nei confronti dello Sporting Guardia che, dopo ripetuti falli, ha avuto il primo cartellino giallo al 37° minuto del primo tempo; – nel secondo tempo, dal 1° minuto al 38° minuto, si è giocato nelle condizioni rappresentate dalle foto allegate, ma il direttore di gara e i due assistenti non ci hanno degnato di una parola di fronte alle ns. ripetute richieste, attraverso il dirigente accompagnatore ufficiale, di verificare le condizioni di impraticabilità. Tali richieste sono state avanzate anche al commissario di campo che, pur accogliendo le ns. ragioni, ha sottolineato l’impossibilità di procedere in merito; – l’arbitro ha ammonito il ns. capitano Bisogno (n. 6) per punirlo di fronte alla sua richiesta di verificare se ci fossero o meno le condizioni di impraticabilità della gara. Ne ha così condizionato il resto della gara. Sarebbe bastato, come da Regolamento, porsi su una delle due linee di porta e verificare la visibilità fino all’altra porta. Ha deciso di non farlo perché sarebbe stato palesemente difficile portare avanti la tesi della praticabilità; – l’arbitro ha riportato a referto l’espulsione del ns. allenatore, salvo poi rettificare su ns. osservazione, mentre nella realtà ha espulso il loro allenatore. Vogliamo pensare che sia stata la nebbia a fargli commettere un così palese errore, a dimostrazione che la gara andava sospesa; – l’arbitro ha riportato a referto il provvedimento dell’ammonizione a carico del ns. calciatore Pesce (n. 15) che, tuttavia, non ha preso parte alla gara. Il calciatore ammonito, invece, è stato Di Cairano (n. 16), al 41° minuto del secondo tempo. Vogliamo pensare che sia stata anche in questo caso la nebbia a fargli commettere un così palese errore, a ulteriore dimostrazione che la gara andava sospesa. Ha così erroneamente attribuito un provvedimento disciplinare a carico del calciatore Pesce che, in diffida, dovrebbe saltare il prossimo impegno ufficiale con ovvie ripercussioni sul regolare svolgimento anche della prossima gara; – l’arbitro non ha sanzionato, a metà del secondo tempo, un evidente fallo di mani in area di un loro difensore su tiro di Ripoli (n. 11), difensore che si è in pratica sostituito al loro portiere. Vogliamo pensare che sia stata anche in questo caso la nebbia a rendere impossibile alla terna la visione di tale episodio, a ulteriore dimostrazione che la gara andava sospesa; – l’arbitro, intorno al 10° minuto del secondo tempo, si è avvicinato alla panchina dello Sporting Guardia chiedendo l’accensione dell’impianto di illuminazione, tra l’altro costituito da fari inadeguati collocati solo su un lato lungo del rettangolo di gioco. Difatti l’accensione dei fari, come noto a tutti in caso di nebbia, non ha fatto altro che peggiorare le condizioni di visibilità; – l’arbitro, mentre ha mostrato inflessibilità nei confronti dei ns. calciatori, al contempo ha consentito a un loro calciatore di schernire i ns. calciatori per l’intera durata della gara, accompagnando le conclusioni fuori dallo specchio della porta con epiteti ad alta voce tipici di partitine in piazza e non consoni ad un campionato importante come quello di Promozione. Ovviamente l’arbitro, a ns. magra consolazione, ha redarguito solo verbalmente lo stesso quando mancava la bellezza di due minuti al termine della gara, evidenziando che non avrebbe più tollerato simili comportamenti. Lasciamo a chi legge ogni interpretazione. Tutti questi episodi ci hanno consentito di dare la ns. interpretazione al modo “poco gentile” con cui l’arbitro ha dato il benvenuto ai ns. tesserati. Nelle operazioni di identificazione dei tesserati a referto preliminare all’inizio della gara, infatti, lo stesso ha tenuto a ribadire con toni particolarmente forti che la terna doveva essere da noi rispettata. E’ la prima volta che ci capita quest’anno. All’arbitro avremmo dovuto sottolineare che la ns. società è ai primissimi posti della Coppa Disciplina e ha sempre avuto un atteggiamento di profondo rispetto verso i direttori di gara, ma abbiamo preferito soprassedere. Il susseguirsi degli episodi richiamati nel corso della gara ha indetto a più riprese la ns. società a valutare l’opportunità di abbandonare il terreno di gioco. Abbiamo preferito, invece, a tutela della ns. società per non incorrere in eventuali penalizzazioni e a tutela del regolare svolgimento di un torneo che ahinoi risulta allo stato notevolmente compromesso sul piano della lealtà e della correttezza sportiva, restare in campo pro forma fino alla conclusione della gara. Ci resta l’amarezza di aver constatato con mano e sulla ns. pelle che, forse, paga di più adottare comportamenti irrispettosi delle regole. La ns. società, che si regge su enormi sacrifici quotidiani e che ha sempre posto in primo piano il rispetto dei valori dello sport in un clima di sano agonismo e competizione, continuerà nel suo cammino che ad oggi porta in dote esiti importanti sul piano dei risultati, come testimoniato dal 2° posto nel Campionato Regionale di Promozione e dal 1° posto nel Campionato Regionale di Attività Mista, e sul piano disciplinare, come testimoniato dall’assenza di multe e di provvedimenti disciplinari a carico di tecnici e dirigenti e dal connesso piazzamento ai primissimi posti della Coppa Disciplina. Al contempo, la ns. società rappresenta, proprio in ossequio a quanto fino ad oggi realizzato, che non tollererà più simili atteggiamenti arbitrali o di altra natura dimostrativi, nei fatti, di un mancato rispetto nei confronti della ns. società, procedendo col mettere in atto ogni possibile forma di protesta”

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