Avellino Calcio – Schenardi (Flaminia): “Avellino trasferta quasi proibitiva. Puntiamo sugli stimoli”

Avellino Calcio – Schenardi (Flaminia): “Avellino trasferta quasi proibitiva. Puntiamo sugli stimoli”

A tu per tu con Marco Schenardi, allenatore della Flaminia, alla vigilia del match contro l’Avellino.

di Leo Pecorelli, @pecorelli_leo

La Flaminia è pronta per la trasferta del Partenio-Lombardi. La compagine romana, mercoledì, giocherà contro l’Avellino il turno infrasettimanale valevole per la 27esima giornata di campionato. E l’allenatore della Flaminia, Marco Schenardi, in un’intervista esclusiva ha fatto il punto sul suo campionato, parlando anche del cammino biancoverde: “Noi veniamo da una partita praticamente inverosimile. Contro l’Anagni abbiamo perso ma se avessimo vinto quattro cinque a zero, non avremmo rubato nulla. Purtroppo non siamo stati cinici, abbiamo commesso troppe ingenuità, ed è arrivata una sconfitta incredibile. Abbiamo dominato per settanta minuti, senza portare nulla a casa. Dispiace non aver chiuso il discorso salvezza, d’ora in poi avremo un calendario molto difficile, e non siamo ancora tranquilli. Soddisfatto del nostro percorso? Non tantissimo. Le aspettative erano altre. I troppi e reiterati infortuni ci hanno condizionato la stagione. Stiamo giocando praticamente senza un attaccante di ruolo. Ho altri attaccanti bravi e li adatto, ma non sono prime punte.”

E sulla gara dell’andata, vinta dai romani per 3 a 0, Schenardi prosegue: “Ci sono ottimi ricordi di quella gara. Noi disputammo una gara all’altezza, senza sbavature, praticamente perfetta. C’è da dire, però, che l’Avellino in quell’occasione era molto rimaneggiato, come è accaduto spesso in questa stagione. Mancavano Gerbaudo, Matute, Sforzini.”

Mentre, sul girone G: “Credo che questo, insieme al girone H, sia il più complicato della serie D. Ci sono squadre molto attrezzate, soprattutto nel reparto offensivo, spesso con giocatori di categoria superiore. Poi c’è la componente agonistica e caratteriale, presente in ogni squadra. Anche l’Anzio, per esempio, nonostante la classifica, non è facile da battere se non si mette cattiveria in campo. Credo che le difficoltà dell’Avellino al riguardo siano le stesse delle grandi squadre: la necessità di vincere e di giocare bene. Credo sia influente anche in fatto che Sforzini non sia stato sempre presente. Questo ha costretto l’Avellino spesso a giocare palla a terra, consumando energie. E per gli altri è più facile distruggere che costruire. Credo comunque che possa ancora farcela per la vittoria del campionato. Dovrà fare però 4-5 vittorie consecutive, e lo dico a mio sfavore, facendo parte di questo probabile filotto.”

E, sull’imminente trasferta in Irpinia: “Sappiamo di affrontare una gara quasi proibitiva. L’Avellino viene dalla vittoria più importante della stagione. Non vincere mercoledì vorrebbe dire vanificare tutto. Mi aspetto un Avellino all’arrembaggio, che cercherà di metterci subito in difficoltà, anche con la spinta del suo pubblico. Noi dovremo cercare di farci trovare pronti. Io dovrò essere bravo a trasmettere stimoli ai ragazzi. Per chi naviga in serie D, capita una volta sola giocare al Partenio di Avellino. Sarà uno stimolo oltre che un piacere. E sicuramente non rappresenterà una gara come tutte le altre. Per molti è la partita della vita. Spero lo sarà anche per i miei calciatori. Forse è l’unica cosa che potrà mettere in difficoltà l’Avellino.”

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