Ecco perchè il popolo biancoverde è furioso con questo Avellino

Ecco perchè il popolo biancoverde è furioso con questo Avellino

L’Avellino non soddisfa la piazza e in questo girone di ritorno i numeri sono davvero da Lega Pro

Il direttore sportivo Enzo De Vito nei giorni scorsi ha voluto fare da scudo insieme alla società per non creare ulteriori tensioni e ce l’ha messa tutta per non caricare ulteriormente l’ambiente di tensioni. Ben venga questo tentativo che in alcuni tratti ha presentato qualche falla ma che è stata una mossa per dire “ancora nulla è perduto, anzi…”. Il popolo biancoverde però di certo non ha smaltito rabbia e livore verso qualcosa che non va. La piazza voleva e continuerà a pretendere, giustamente, fino al termine della stagione l’impegno che lo scorso anno è stato interrotto da una traversa del Dall’Ara di Bologna. Un impegno che magari non porterebbe ai risultati magnifici della scorsa stagione ma che farebbe dire al tifoso: “Almeno ci abbiamo provato”.Perchè diciamocela tutta, questo Avellino del girone di ritorno è una squadra da retrocessione. Il direttore sportivo De Vito faceva cenno alla partita di Latina ma l’andamento della squadra dopo la vittoria della Salernitana è composto da comportamenti che ti spediscono in Lega Pro senza se e senza ma. L’Avellino del girone di ritorno ha racimolato 13 punti e occupa l’ultima posizione per i play-out che al momento giocherebbe contro il Vicenza. Anche il Como squadra con un piede e mezzo in Lega Pro a sputato sangue arrivando a fare gli stessi punti dei biancoverdi. Peggio dei biancoverdi e in soli tre punti Salernitana, Modena e Livorno. Alla tredicesima giornata del girone di andata l’Avellino aveva appena battuto il Latina e viaggiava a centro classifica con 16 punti. Se l’Avellino di allora non conviceva figuriamoci come possa farlo questo di adesso che viaggia nelle zone basse di una classifica di un girone di ritorno a dir poco disastroso. Capitan D’Angelo nel dopo match contro il Latina ha alzato bandiera bianca per i play-off e questo ha fatto suonare un campanello di allarme. Quando non hai una motivazione che ti spinge verso l’alto rischi di essere risucchiato più facilmente dal basso. Ora rimane l’orgoglio dei calciatori per salvare questa stagione e come fu con Tesser, il quale riuscì a chiudere il girone di andata con un filotto di vittorie, si spera nel bis con Marcolin. Un bis che allevierebbe la furia e farebbe ragionare con più calma tutti per lavorare al meglio per la prossima stagione.

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