Il commento – Una tregua per non rovinare tutto

Il commento – Una tregua per non rovinare tutto

Dopo gli scambi in settimana tra presidente e tecnico, la squadra ha risposto con una prova incolore ed una sconfitta giusta. Ora serve una tregua: 10 punti, forse 12, per una salvezza alla portata

Chi è senza peccato – si dice – scagli la prima pietra. Non può farlo Taccone, non può farlo Tesser. Nè tantomeno noi. Tutti colpevoli di questa involuzione biancoverde che ha portato i lupi, dalla chiusura del calciomercato, dal sesto posto in classifica al dodicesimo. Dalla cessione di Trotta alle sconfitte di Tesser. Passando per una marea di acquisti sbagliati e da scelte tecniche molto discutibili. Dall’arrivo di Joao Silva all’utilizzo di Tavano come esterno di centrocampo. Insomma, l’Avellino visto da gennaio in poi sembra essere quello di inizio stagione. Un Avellino che doveva uscire rinforzato e che, invece, ha finito per confondere ancora di più le idee ad un tecnico come Tesser che ad Avellino sembra aver dimenticato la ultra ventennale esperienza sui campi da calcio. Dalle 6 vittorie consecutive tra la fine del girone di andata e la prima di ritorno, l’Avellino ne esce con le ossa rotte. Due exploit nel girone di ritorno, solo 2. Pochi. Ora, però, serve una tregua. Il calendario offre un aiutino. Bisogna solo sfruttarlo

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