Il Marcio del Calcio: Quando i soldi seppelliscono lo sport

Il Marcio del Calcio: Quando i soldi seppelliscono lo sport

Grosse tangenti accettate da dipendenti Fifa in cambio di voti. Ora la federazione vuole chiarezza e si dichiara vittima.

Uno scandalo che ha messo in ginocchio la credibilità del calcio mondiale, ma che ora forse ha preso una svolta. Dopo mesi di inchieste e indagini, la Fifa ha finalmente ammesso che alcuni dei suoi funzionari hanno ricevuto ingenti somme di denaro in cambio del voto che avrebbe permesso al Sudafrica di ospitare il mondiale 2010. La stessa federazione, però, si dichiara parte lesa in quanto deficitaria del capitale utilizzato per propri fini da parte dei 41 ex funzionari sotto inchiesta. La federazione si è dunque rivolta alle autorità americane, dichiarandosi “istituzione vittima”. L’intento è quello di recuperare le decine di milioni di dollari intascati dai dipendenti e funzionari, ma che erano ovviamente destinati a tutt’altro. Gianni Infantino si è anche espresso sulle posizioni di Chuck Blazer, Jack Warner e Jeffrey Webb, tra i principali accusati dal Dipartimento di Giustizia.

Hanno abusato della loro posizione causando danni seri e duraturi alla Fifa, alle federazioni associate e alla comunità del calcio. I soldi che hanno intascato appartenevano al calcio e servivano per la promozione e lo sviluppo del gioco. La Fifa, in quanto organo che governa il calcio a livello mondiale, rivuole quei soldi indietro e siamo determinati a riprenderceli, non importa quanto tempo ci vorrà

Dal documento allegato alla richiesta di risarcimento danni da parte della federazione, la Fifa parla di come  ora sia chiaro che in diverse occasioni, decisioni importanti sono state falsate da ingenti somme di denaro. In particolare, riguardo l’assegnazione dei Mondiali in Sudafrica, la Fifa afferma che “i sudafricani hanno offerto una tangente di 10 milioni di dollari in cambio di dei voti di Warner, Blazer e un terzo membro del comitato esecutivo“. Lo stesso Warner, nel 1992 avrebbe accettato una tangente in cambio del suo voto a favore della candidatura del Marocco ai Mondiali del 1998, poi assegnati alla Francia.

Gli imputati hanno sottratto questi soldi non solo alla Fifa, ma anche ai giocatori, agli allenatori e ai tifosi di tutto il mondo -dice ancora Infantino-. Soldi che servivano per costruire campi di calcio, non palazzi e piscine; per acquistare le attrezzature, non gioielli e automobili; e per finanziare lo sviluppo del calcio giovanile e del settore tecnico, non per sottoscrivere gli stili di vita sontuosi dei dirigenti. Quando la Fifa li recupererà, questi soldi saranno nuovamente destinati al loro scopo originario: il bene e lo sviluppo del calcio internazionale”.

Insomma, la Fifa ha dato il via ad una lotta legale che vede sé contro sé stessa, e che fino a quando non avrà un vincitore, avrà come unico perdente la dignità di un organo così importante per il mondo del calcio e la fiducia che tutti gli appassionati di questo sport ormai hanno perso in esso.

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