Il Marcio del Calcio: Sette giorni di ordinaria follia

Il Marcio del Calcio: Sette giorni di ordinaria follia

In Italia diversi calciatori in ospedale e cori vergognosi, mentre in Grecia annullano la coppa. Una settimana all’insegna dell’orrore calcistico.

Spettacolo ripugnante.
In due parole possiamo riassumere tutto ciò che è accaduto in questa settimana. Il mese calcistico, se così possiamo definirlo, di Marzo, è cominciato all’insegna della violenza e dello squallore. Calci, pugni, insulti, botte, sputi e terrore, hanno marchiato una settimana che potremmo definire folle. A partire dai campionati minori, fino ad arrivare ai campi di coppa di lega Greca, ma facciamo ordine:

ATENE – Mercoledì 2 marzo

Esattamente sette giorni fa, la Grecia ha dato vita ad un massacro calcistico. Al minuto 87′ della semifinale di coppa di lega tra PAOK Salonicco e Olympiacos, la gara è stata sospesa a causa di un’invasione di campo dei tifosi di casa, causata da alcune scelte arbitrali non condivise. Gli ultras, però, non si sono limitati ad invadere il terreno di gioco, ma hanno affrontato la polizia con lancio di oggetti, razzi e lacrimogeni. Diversi scontri si erano già manifestati prima e durante il match e sono proseguiti dopo la sospensione della gara. Un episodio così squallido ed antisportivo, da costringere la lega a prendere una decisione rivoluzionaria. La coppa di Grecia, infatti, non verrà assegnata per questa stagione. Una vera e propria pagina nera del calcio mondiale!

FOGGIA – Domenica 6 marzo

Un derby perso.
Ecco cosa ha scaturito la violenza dei tifosi del Foggia, che domenica sera, al rientro della squadra da Andria, ha assalito il pullman con all’interno i calciatori. Erano 150 teppisti, pronti a rivendicare una sconfitta troppo pesante. Hanno  prima sfogato la loro rabbia contro il pullman, colpendone vetri e carrozzeria, poi contro i calciatori, arrivando addirittura a colpire alcuni in volto. Aggrediti anche quattro poliziotti che erano intervenuti a sedare la rissa. Fortunatamente le conseguenze dell’aggressione sono state lievi dal punto di vista fisico, ma i calciatori del Foggia hanno preferito passare la notte lontano dalla provincia, ancora sotto shock. Ne esce sconfitto lo sport, che scrive un’altra pagina vergognosa.

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CATANZARO – Domenica 6 marzo

Qualcosa di becero e ripugnante è avvenuto durante la partita di Lega Pro tra Catanzaro e Benevento, giocata allo stadio “Ceravolo”. Una violenza non fisica, bensì verbale, è scaturita nei confronti del presidente del Catanzaro da parte dei supporters della stessa squadra di casa. Durante lo svolgimento della gara, infatti, gli ultras del Catanzaro hanno lanciato un coro minaccioso e oltraggioso:
“Bastardo Cosentino, stupreremo tua figlia Jessica”
Parole che non lasciano spazio ad ulteriori commenti. Il riferimento è alla figlia di Giuseppe Cosentino, che ricopre il ruolo di Vice. La società ora vive giorni di tensione, con la famiglia Cosentino che pensa di abbandonarne la guida.

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BACOLI – Domenica 6 marzo

Doveva essere una giornata di sport, ma si è trasformata in guerriglia la partita tra Sibilla 1925 e Casoria Calcio. Le due squadre, rispettivamente prima e seconda nel loro girone d’appartenenza in prima categoria, avevano concluso la gara in una tensione più che altro agonistica. Quello che è scaturito in seguito, però, ha dell’orrido. Una cinquantina di ultras della squadra di casa hanno atteso che i calciatori del Casoria accedessero al parcheggio dello stadio “Tony Chiovato“, dove avevano posteggiato le rispettive auto. Lì hanno dato il via ad un’aggressione che ha coinvolto diversi giocatori ospiti, di cui tre finiti in ospedale con forti contusioni, e le stesse auto dei calciatori, a cui hanno spaccato i vetri. Ad aggravare l’episodio il rifiuto del Presidente del Casoria, di accettare le scuse del sindaco di Bacoli, nonché Presidente Onorario della Sibilla.

L'auto di uno dei calciatori del Casoria
L’auto di uno dei calciatori del Casoria

Questi sono solo alcuni dei casi di violenza che si verificano nel calcio moderno. Dai campetti di periferia ai grandi stadi la musica non cambia. C’è bisogno di una svolta, poiché questi episodi fanno solo il male dello sport più bello del mondo.

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