Maykel Reyes: il numero 9 di Cuba

Maykel Reyes: il numero 9 di Cuba

Maykel Reyes il giovane talento calcistico cubano è stato il primo giocatore ad aver avuto il permesso di uscire da Cuba per professionismo sportivo. Adesso rappresenta orgogliosamente la sua nazionale a suon di gol. Lui è uno dei pochi campioni che non è scappato alla ricerca di dollari ma è rimasto sulla sua isola, senza abbandonare mai la sua gente.

Maykel Reyes il campione cubano che per affermarsi sportivamente non è scappato da cuba come i suoi numerosi colleghi.

Maykel Alejandro Reyes Azcuy nasce il 4 marzo 1993 nella provincia più a nord di Cuba, a Pinar del Rìo la zona dove si concentra la maggior parte della produzione di tabacco cubano, stando a leggere le fonti, intorno all 80%.

Fin da piccolo ha avuto una propensione fisica per l’atletica, partecipò fin da subito a manifestazioni nazionali vincendo due medaglie di bronzo in un torneo a Matanzas, ma a Viñales il calcio è passione, e dopo aver terminato gli allenamenti di atletica, i bambini giocano a calcio per puro divertimento.

Chi lo osservava si rese subito conto che fosse più veloce degli altri, movimenti fluidi, ottimi cambi di ritmo e di direzione, dalle capacità atletiche superiori rispetto agli altri bambini.

Il suo primo allenatore, Pedro Luis Rodriguez, ci aveva visto bene, lo fece partecipare ad un campionato provinciale dove arrivarono terzi con Maykel come capocannoniere della competizione, leader nella sua scuola ai Giochi Nazionali.

 

Nel suo ultimo anno come giocatore di calcio giovanile, è stato il capocannoniere ed è stato inviato nel settore giovanile nazionale di calcio per fare alcune prove. Da subito fu chiamato per la squadra Under 20 nella pre-selezione e per via delle sue abilità che riuscì a catturare le attenzione del tecnico Raul Gonzalez Triana, che lo portò con se nel campionato di qualificazione olimpica nel 2012 negli Stati Uniti. Qui le prestazioni di Maykel, nonostante il resto del team non brillasse, non passano inosservate. Da questo momento in poi inizia l’ascesa del giovane a suon di gol nei tornei CONCACAF Under 20 fino a portare la sua Cuba al 4° posto nel torneo giovanile.

Molti osservatori di club professionisti europei iniziano a visionare il giovane Maykel nella speranza di assicurarsi il giovanissimo talento cubano. Dall’allenatore italiano del Genova a squadre messicane di Pachuca e Veracruz, tentano in ogni modo di far firmare un contratto al giovane attaccante, ma, le trattative non sono mai partite ufficialmente, eccezion fatta per un mese passato in prova al Brondby, squadra danese, che non riuscì mai ad assicurarsi la firma del giovane Maykel per via dei numerosi problemi burocratici cubani.

Nel 2015 si conferma il miglior giocatore cubano, rendendosi protagonista anche nella nazionale maggiore cubana, venendo scelto al posto di Osvaldo Alonso, giocatore cubano scappato durante un ritiro della nazionale cubana negli States, attualmente considerato uno dei centrocampisti più forti del MLS.

Dopo l’ennesimo record per il calcio cubano riesce a superare un test per il Cruz Azul, club di seria A messicana, rendendo Maykel il primo giocatore cubano a firmare un contratto professionistico. Periodo di forte distensione politica, soprattutto nello sport, cosi Cuba inizia ad esportare legalmente i suoi giovani atleti. Contemporaneamente a Maykel anche un altra 40 di sportivi hanno ottenuto il permesso di lasciare il paese e giocare all’estero, ovviamente tutti giocatori di baseball e volley, le passioni dell’isola insieme alla boxe. Cruz-Azul-2

Amato anche per la sua scelta di crescere sportivamente sull’isola di Cuba, sfruttando tutte le possibilità messe a disposizione da l’Inder, l’Istituto nazionale dello sport, educazione fisica e ricreazione, un’istituzione pubblica volta a garantire la formazione sportiva della popolazione, grazie a tutto questo Cuba è attualmente lo stato di lingua spagnola ad aver vinto più medaglie olimpiche.

La popolarità  di Maykel aumenta sempre più fra la popolazione, soprattutto per non aver cambiato il modo di relazionarsi con la popolazione, definito allegro ed affettuoso, riconoscente verso chi lo ha aiutato. La sua carriera si è sviluppata notevolmente, a dispetto di tutti i problemi che circondano il calcio cubano, e raggiungendo il calcio professionistico all’eta di 22 anni, età in cui molti giocatori sono già milionari.

Si è affermato in quella terra considerata dai più ostile, si è affermato senza girare le spalle alla sua nazione come il collega, ma non compagno di nazionale, Osvaldo Alonso che nel 2012 disse: “Amerò sempre Cuba, e sono stato orgoglioso di rappresentare il mio paese, ma questa è casa mia adesso e se riuscirò mai a indossare la maglietta degli Stati Uniti, quello sarà un giorno emozionante.” Per poi cambiare idea nel 2015, proprio quando si distesero i rapporti diplomatici fra Stati Uniti e Cuba, Obama e Raul Castro gli artefici, «Volevo continuare a giocare per la nazionale cubana», disse Alonso con un’ombra di rimorso.

La coerenza politica, sportiva, di Maykel fanno si che, questo giovane calciatore, possa fare la storia del calcio cubano, dimostrando che non è necessario scappare per inseguire un American Dream fatto solo ed esclusivamente  di fama e denaro. Maykel è l’artefice del Sogno Cubano, di una rivoluzione forse mai andata completamente in fondo, ma di sicuro l’attenzione sportiva posta da Fidel Castro ha portato l’isola caraibica ad essere una delle nazioni con più medaglie olimpiche e con i suoi atleti che vanno ad impreziosire le rose di tantissime squadre di basket, volley, baseball ed altri sport in giro per il mondo.

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