Perdere contro la terza squadra del Pescara e vedere crescita è da matti

Perdere contro la terza squadra del Pescara e vedere crescita è da matti

Marcolin e Taccone vedono grossi segnali di crescita rispetto a Latina. Ma era difficile fare peggio di sabato scorso e per di più contro un Pescara arrivato in Irpinia senza dieci titolari

Oddo non ha creduto ai suoi occhi quando Ghersini ha fischiato la fine. Ha vinto, forse anche meritatamente, grazie al solito Lapadula. Il Pescara ha espugnato un Partenio-Lombardi in panne. Con un gol regolarissimo annullato a Caprari che avrebbe potuto chiudere la partita già al 37′ del primo tempo. Marcolin vede una squadra in crescita. Il presidente pure. E ci mancherebbe. A Latina l’Avellino ha toccato il fondo mettendo in campo una delle più brutte prestazioni di sempre. Certo, l’allenatore deve difendere la squadra. E il presidente l’allenatore. Scelto, e chiamato forse troppo in fretta, con un pedigree non proprio di rispetto. E nella serata delle streghe ci si mette pure Castaldo. Che invece di prendersi la squadra sulle spalle trova il tempo, dopo il gol, di prendere in giro tutta una città. Mani sulle orecchie, rivolto alla Curva, per dire cosa? Per prenderli in giro? Per trovare il pretesto di andare via? E c’era bisogno di una inutile quanto sciocca provocazione per andare via a fine stagione? Mi mancava vedere una squadra pareggiare e trovarsi 4500 matti fischiare e inveire contro il proprio calciatore che aveva fatto gol. Ecco, Taccone ha parlato dei tifosi. Non capisce la contestazione. Ma la contestazione è figlia dell’atteggiamento ostile di Castaldo. Buoni si ma fessi no, dice un vecchio proverbio. Caro presidente, lei doveva schierarsi dalla parte della gente e non di calciatori che hanno preso 6 gol in due partite. Se poi si vede la crescita contro la terza squadra del Pescara arrivata in Irpinia con tre calciatori 97 titolari, allora faccia pure. Il risultato che otterrà sa quale è? Una salvezza con 100 spettatori sugli spalti. La gente è stanca. Di essere presa in giro. Anche di fronte all’evidenza e di una contestazione pacifica e leale nei confronti di una squadra che, nell’ultimo mese, ha smesso di giocare. Il perchè dovrebbero spiegarlo i calciatori. Non certo i tifosi.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy