Serie B – Sottosegretario GIorgetti: “Siamo gli unici con un campionato a 19 squadre, roba da tornei aziendali”

Serie B – Sottosegretario GIorgetti: “Siamo gli unici con un campionato a 19 squadre, roba da tornei aziendali”

di Redazione Sport Avellino

Quest’oggi Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport dove, oltre che parlare della propria passione per il calcio, in particolare quello inglese,, si è soffermato sulle vicende che travolgono il calcio italiano, ad iniziare dalle prossime elezioni federale: “Il candidato unico. Le sembra normale? il calcio italiano non è in grado di offrire delle alternative. Servirebbero degli approfondimenti, delle inchieste, anche giornalistiche. E non solo dalle nostre parti, ma anche all’estero. Gravina l’ho incontrato, abbiamo parlato, mi ha spiegato che vuole cambiare, ha un programma ambizioso ma per far metà delle cose inserite nel testo occorressero 25 anni. La riforma della giustizia sportiva è uno dei punti principali. E lo è anche quella della Lega pro, che cosi com’è concepita non ha ragione di esistere, non può funzionare, non è sostenibile. E non ne faccio una questione economica, ma etica di moralità.”

Un passaggio anche sul tanto discusso Decreto Dignità: “Sono allo studio norme per combattere le scommesse illegali, le abbiamo in canna. L’intendo del decreto è quello di evitare tanti messaggi sbagliati arrivino ai soggetti meno strutturati, è una battaglia contro la dipendenza da gioco. Io penso che si debbano studiare alto forme di sponsorizzazione e che le risorse possano servire a finanziare non solo il circuito professionistico ma anche quello di base, soprattutto quello di base. Mi preoccupano le dimensioni dilettantistica dello sport, nella quale gli elementi chiave sono gli allenatori, i presidenti, i volontari, quella decina di migliaia di “pazzi” che si prendono in carico responsabilità enormi per fare giocare non solo i ragazzi. Lo sport italiano non si regge ne sul ministro dello sport ne sul Coni ne sulle leggi; si regge su queste persone. Occorre stimolare il ricambio. E poi bisognerebbe recuperare i giochi della Gioventù, ridefinire il rapporto attualmente inesistente tra la scuola e lo sport, tra l’università e lo sport, lo dico per esperienza vissuta quand’ero un fuoriesce alla Bocconi.”

Attenzione dedicato anche al campionato monco di Serie B e alla giustizia sportiva: ” Secondo lei si poteva andare avanti cosi? Un’infinità di passaggi inutili, di ricorsi e sentenze puntualmente annullate. Se il calcio italiano fosse in grado di garantire legittimità, fluidità, moralità, regolarità ai campionati nessuno si permetterebbe mai di intervenire con la politica. L’art 41 era, è al momento l’unico modo per assicurare una decisione certa in tempi certi come si conviene in un Paese civile. Siamo gli unici con un campionato a 19 squadre, roba da tornei aziendali. Anche il Coni ha preso atto della situazione. Le società devono funzionare in modo ordinato, nel calcio e nello sport non possono esserci improvvisazioni o comportamenti fraudolenti.”

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