Sono parole di un pentito ma questa piazza sta già pagando qualcosa che non merita

Sono parole di un pentito ma questa piazza sta già pagando qualcosa che non merita

Sanzioni che arriverebbero per le parole di un pentito di camorra. Sanzioni che arriverebbero per fatti estranei a chi questa società la gestisce.

Duecentonove pagine di fatti tra cui i racconti di un pentito di camorra che spediscono il popolo del calcio biancoverde in un incubo inaspettato. Un’ordinanza integrale che sembra far scivolare tra le mani di tutti un qualcosa che fino a ieri, seppur tra tante difficoltà, era solida certezza. Un giro di malaffare fatto di smercio di sostanze stupefacenti, denaro da riciclare e partite truccate. Partite in cui in campo è sceso l’Avellino, società tirata in ballo per le indagini della DDA di Napoli su quattro tesserati della stagione 2013-2014: Millesi, Pini, Izzo e Peccarisi. (Leggi qui)

Abbiamo riportato diversi stralci di quelle duecentonove pagina dove vengono tirati in ballo, da un uomo di camorra i nomi di Pisacane, Seculin (Leggi qui) e Castaldo (Leggi qui). L’alterazione agli atti portano a due partite: Modena-Avellino e Avellino-Reggina. Sono questi i match che secondo gli inquirenti sarebbero stati alterati. Quelle che al momento sono solo accuse dovranno essere accertate e si dovrà valutare ad esempio la malafede di Peccarisi nel match contro il Modena che prima salva tre gol ormai fatti e poi ha la colpa di marcare Granoche anzichè Bianchi che insacca dove Seculin non può arrivare. Diciannove tiri in porta biancoverdi con Izzo e Millesi nemmeno scesi in campo. Poi c’è il match contro la Reggina dove la squadra calabra arriva ad Avellino da retrocessa e con una formazione che rasenta quella Primavera. Una partita forse quotata solo nei paesi scandinavi e con margini bassissimi di guadagno su una puntata. A dirla tutta i dubbi su questi due match, quei dubbi che portano una squadra di calcio e un popolo del pallone nel caos, sono davvero pochi.

Si dovrà parlare delle telefonate e dei presunti contatti di alcuni calciatori con persone della malavita. Anche questi fatti da accertare, dei quali risponderanno coloro che verranno chiamati in causa. Passaggi contestabili in molte rivelazioni del pentito rispetto a fatti certi come quando viene fatto il nome dell’innocente Arini “come amico di Millesi insieme a Castaldo e Peccarisi che avevano il suo stesso procuratore” quando invece i procuratori erano diversi e quindi portando a fatti non rilevabili. Ma queste sono accezioni che farà chi di competenza, quelli che spettano a noi sono rivolti a una piazza che non merita nessun prezzo da pagare.

Il procuratore federale Stefano Palazzi è pronto a far partire un’inchiesta come inevitabile che sia (Leggi qui). L’Avellino calcio potrebbe pagare per reati che non gli competono con una società totalmente estranea ai fatti. Si chiama responsabilità oggettiva prevista dal codice di giustizia sportiva e che potrebbe far pagare all’Avellino e alla sua piazza quello che non gli spetta. Due punti di penalizzazione ai quali la società di opporrà e nella migliore delle ipotesi potrebbe uscire da questa storia con una multa. Sanzioni che arriverebbero per le parole di un pentito di camorra. Sanzioni che arriverebbero per fatti estranei a chi questa società la gestisce. Sanzioni che peserebbero sul futuro per causa di chi in questo futuro non c’è più.

Una piazza, quella biancoverde, al centro di un ciclone fatto di mille dubbi: da quelli legati a capire chi e se c’è qualcuno che ha tradito a quanto peserà tutto questo sul futuro della propria squadra e non solo in termine di penalità. Una piazza che sta già pagando qualcosa che non merita.

 

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