Serie B – Stellone: Frosinone andata e ritorno

Serie B – Stellone: Frosinone andata e ritorno

Una finale play – off particolare per l’allenatore del Palermo

di Redazione Sport Avellino

“Ritornerai, lo so, ritornerai”. Così cantava Bruno Lauzi nel 1963, brano che in quell’epoca riscosse molto successo. Più di mezzo secolo dopo sembra la colonna sonora di una di quelle tante storie che il calcio sa regalarci, uno di quei “sliding doors” che spesso non t’immagini.
Domani i destini di Roberto Stellone e del Frosinone torneranno ad intrecciarsi, questa volta però da avversari.
L’odierno driver del Palermo ha dato tanto ai ciociari, al tempo stesso quest’ultimi gli hanno concesso l’opportunità di emergere nel calcio che conta, potendo contare entrambi su costanza vicendevole e tanta voglia. Tanta, proprio come tante sono state le soddisfazioni che entrambi hanno potuto togliersi, servendosi l’uno dell’altro. L’ex attaccante partenopeo, dopo aver appeso le scarpette al chiodo intraprende la carriera dall’altra parte del campo, dalla panchina, cominciando guidando la formazione Berretti dei laziali nel 2011-12 portandola addirittura al successo del campionato di categoria. Primo tiro, bersaglio. E’ in queste circostanze che ti accorgi di avere del materiale umano e tecnico da sfruttare al volo, da impiegare subito.
Proprio per questo il presidente Stirpe decide di affidargli le chiavi della prima squadra. Il primo anno è altalenante, poco costante, strappa infatti un settimo posto che non affaccia nemmeno ai playoff. Ma la pazienza è la virtù dei forti, quasi un ossimoro per un tecnico che ha ben presto bruciato le tappe, né tantomeno ha ancora intenzione di fermarsi. La stagione seguente afferra un secondo posto che lo proietta quasi da favorita alla lotteria degli spareggi, cosa non così scontata per una società come quella gialloazzurra. Ciononostante riesce ad arrivare fino in finale e centrare la promozione contro un Lecce imbottito di giocatori i quali, per la categoria, rappresentano un vero e proprio lusso, Miccoli su tutti. E’ il 2014, a quasi tre anni dal suo esordio e ha già centrato la sua prima scalata tra i professionisti.
L’anno successivo i ciociari si presentano sulla griglia di partenza del campionato cadetto non sicuramente tra le favorite. Roberto lo sa e ne fa un punto di forza, Lotito non è dello stesso parere e lo dimostra con uscite non proprio carine, per usare un eufemismo. La cavalcata dei leoni è letteralmente devastante: insieme al Carpi ottengono una promozione in massima serie inaspettata. Battono tre ad uno il Crotone al Matusa e salgono nell’Eden “pallonaro” con un turno di anticipo. E’ il 31 giugno 2015. A Frosinone molti questa data la ricorderanno come la tabellina del tre, così come sono riconoscenti a chi, in meno di quattro anni, ha saputo portarli dall’anonimato della C alla ribalta dei riflettori nazionali e non, tant’è vero che pochi giorni dopo gli è conferita addirittura la cittadinanza onoraria.
La Serie A è tutt’altra cosa, basti pensare al Benevento quest’anno per non dover sforzare troppo la dietrologia degli ultimi anni. Tuttavia riesce a lottare quasi fino alle ultime giornate per la salvezza, salvo poi arrendersi all’evidenza dei fatti. Era ancora troppo presto. Troppo presto per lui, troppo presto per il Frosinone. Il 15 maggio 2016 viene sollevato dall’incarico, ma il legame con quella città, nessuno potrà mai cancellarlo. L’anno successivo viene chiamato a Bari, ma anche qui l’esonero è dietro l’angolo, soprattutto se sei in una piazza impaziente e bramosa di tornare dove ti compete, come giusto che sia e come puntualmente accade ogni stagione ai baresi.
Il destino è noto, sa essere crudele e beffardo al tempo stesso. Le tre Moire se si mettono sanno scrivere trame degne delle migliori opere di Hitchcock. Il Palermo esonera Tedino nelle ultime giornate. Vince l’ultima, il Frosinone fa harakiri in casa col Foggia. Empoli e Parma salgono a braccetto, quest’ultima proprio a spese dei ragazzi di Longo. Si va ai playoff, il resto è storia, il preludio alla finale lo conoscete tutti. Allora si, aveva ragione Bruno Lazi: “ritornerai, lo so, ritornerai”. Stavolta Roberto sarà dall’altra parte del fossato,tra i nemici, nel nuovo Benito Stirpe. Che il buon Alfred non se la prenda a male, ma quelle tre hanno scritto davvero un bel romanzo. Sperando che il finale sia degno dell’intera trama.

Vincenzo Boniello 

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