(STORIE) Lanciano, la Maio sergente di ferro: ha vinto senza bandiere

(STORIE) Lanciano, la Maio sergente di ferro: ha vinto senza bandiere

Per salvare la società, a gennaio, ha venduto i calciatori migliori. Sono arrivati tantissimi giovani. Via l’allenatore, con Maragliulo il Lanciano è risorto. Ora è fuori dai play-out

Scagli la prima pietra chi è senza peccato. Si, perchè Lanciano è passata, in un niente, dalla disperazione di una retrocessione annunciata, ad una salvezza ormai quasi consapevolmente raggiunta. Sembra un’eternità. Una eternità condita dalla necessità di mandare via i pezzi pregiati. Quelli che a bilancio non potevano esserci più. Per una logica di contenimento dei costi. Smobilitare per non scomparire. Si, proprio così. Legati ad una leggerezza di saper di dover rinunciare alle bandiere. Valentina Maio, la presidentissima di un Lanciano sempre presente, ha avuto ragione.

La rivoluzione

Hanno rivoltato la squadra come un calzino a gennaio Via le bandiere, come il capitano Carlo Mammarella (alla Pro Vercelli) e via anche l’allenatore e il suo staff. Da mister D’Aversa, al vice Tarozzi, al preparatore atletico Morellini, al tattico Piccioni, al preparatore dei portieri Bartoli, esonerati dalla società dopo la sconfitta col Trapani. Esoneri conditi da contestazioni aperte da parte della tifoseria. Il penultimo posto in classifica e nubi nere all’orizzonte facevano presagire al peggio. Penalizzazioni già ufficializzate ed altre in arrivo. A Lanciano tutti si preparavano a salutare la serie B dopo un decennio di dignitosa ed orgogliosa militanza. Sul fronte giocatori via ben 11 calciatori, di cui ben 7 di proprietà: Mammarella (Pro Vercelli), Penna (Paganese), Pucino e Paghera (Avellino), Di Cecco (Catania), Crecco (Modena), Piccolo (la Spezia), Lanini (Como), Fofana (Lupa Roma), Rozzi (Siena) e De Silvestro (Pisa). Rimase a Lanciano Marilungo: la trattativa con la Ternana saltò al fotofinish. Tante partenze ma anche tantissimi acquisti. Tutti baby, incredibilmente baby. Michele Rocca, classe 1996 dalla Sampdoria; Manuel Giandonato dal Padova; Francesco Bergamini, classe 1994 dal Bologna; Daniel Di Nicola, classe ’96, dal Pescara. E poi: Vitale (1997, Juventus), King (1997, Juventus ), Bonazzoli (1997, Sampdoria), Cragno (1994, Cagliari), Salviato (1987, Bari), Milinkovic (1994, Genoa) . E poi lui. Il nuovo allenatore Primo Maragliulo, da sempre tecnico della Primavera e delle giovanili del Lanciano. Con lui Tommaso Di Biccari vice allenatore, Umberto Cianfrone preparatore atletico e Pierpaolo La Barba preparatore dei portieri.

Vittorie su vittorie

Da quel ko contro il Trapani, in casa, il Lanciano ha cambiato marcia. Sono andate vie le bandiere ma il Lanciano dei baby ha ritrovato il gusto di vincere. Di lottare, con tanti ragazzini in campo, ma con una voglia matte di conservare la categoria. Maragliulo ha trovato la ricetta vincente. Armonia e sfrontatezza. E sono arrivati i risultati. Vittoria a Vicenza (2-0), vittoria col Modena in casa (2-1). Due vittorie di fila, prima del ko a La Spezia (2-0). Da allora mai più una battuta d’arresto. Vittoria col  Bari, pari a Como, Brescia battuto in casa 1-0. E ieri exploit a Salerno (1-3) contro una delle pretendenti alla salvezza. Lanciano fuori anche dalla zona play-out. Da penultimo a 14esimo. A tre punti dagli spareggi play-out e con una favola che si appresta a mettere la parola fine con un miracolo. Miracolo firmato Maio-Maragliulo. E da Federico Di Francesco, figlio di Eusebio. Un classe 1994 che a Salerno ieri ha firmato la doppietta arrivando a quota 6.

La favola c’è. La Maio ha avuto ragione. Ha alleggerito i bilanci puntando sui baby. Scommessa vinta. Per ora.


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