Tre anni senza Manganelli. Il capo della polizia che sognava “uno stadio senza compromessi”

Tre anni senza Manganelli. Il capo della polizia che sognava “uno stadio senza compromessi”

Tre anni fa l’Italia piangeva Antonio Manganelli. Il capo della polizia che sognava “una riforma per uno stadio aperto a tutti”. Commoventi le sue parole quando confessò: “Sogno un giorno di andare allo stadio con i miei nipotini”

“Ho un sogno, uno stadio senza polizia, perche’ quando ci sono meno poliziotti gli incidenti sono minori. Percheè viene meno l’oggetto del contendere, viene meno il nemico”. A dirlo e’ il nuovo capo della Polizia, Antonio Manganelli, durante un’audizione sulla sicurezza pubblica dinanzi alla commissione Affari costituzionali del Senato: in pratica la sua prima uscita ufficiale dopo la cerimonia d’insediamento. Era il luglio del 2007, sei anni prima della sua scomparsa. Commoventi le sue parole. “Sogno anche di andare un giorno allo stadio e portare i miei nipotini con la mano. Sogno uno stadio libero da compromessi e da violenze. E’ un sogno e lo raggiungerò”. Oggi, a tre anni esatti dalla sua scomparsa, il discorso resta attuale. Avellino piange ancora un figlio della sua terra. Un figlio che ha dato tanto alla Nazione. L’Avellino lo ricorda ancora commosso.

Chi era Antonio Manganelli

Antonio Manganelli era nato ad Avellino l’8 dicembre 1950. Laureato in Giurisprudenza presso l’Universita’ degli studi di Napoli, si e’ specializzato in Criminologia Clinica presso la facolta’ di Medicina e Chirurgia dell’universita’ di Modena.
“Dagli anni ’70 ha operato nel campo delle investigazioni, acquisendo particolare esperienza e preparazione tecnica nel settore dei sequestri di persona a scopo di estorsione prima ed in quello antimafia poi”, si legge nella biografia sul sito della Polizia di Stato. E’ stato docente di “Tecnica di Polizia Giudiziaria” presso l’Istituto Superiore di Polizia ed e’ autore di pubblicazioni scientifiche in materia di sequestri di persona e di tecnica di polizia giudiziaria, tra cui, di recente, il manuale pratico delle tecniche di indagine “Investigare” (Cedam), scritto con il prefetto Franco Gabrielli, all’epoca direttore del S.I.S.De.
Ha diretto il Servizio Centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia ed e’ stato questore di Palermo e di Napoli.
Nel 2000 e’ stato nominato dal Consiglio dei Ministri prefetto di 1^ classe, con l’incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza.
Dal 3 dicembre 2001 e’ stato vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie.
Il Consiglio dei Ministri lo ha nominato capo della Polizia il 25 giugno 2007.

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