“Vogliamo giocare in un campionato nazionale, la Sandro Abate ha fame di vittorie”

“Vogliamo giocare in un campionato nazionale, la Sandro Abate ha fame di vittorie”

Massimo Abate a tutto campo: ” Il sogno sarebbe quello di creare un’alternativa al calcio a undici”

E’ stato uno dei protagonisti della scalata in serie C2 con la Sandro Abate Five Soccer, una delle realtà in ascesa del panorama del calcio a 5 regionale. Parliamo del capitano Massimo Abate, uno dei leader del gruppo che racconta le emozioni della stagione appena trascorsa e svela quali saranno le prossime mosse del team irpino oltre a raccontare le personali emozioni che vive praticando questa disciplina.

Massimo Abate partiamo dalla stagione che si è appena conclusa: come è stato per voi vincere al primo anno di esistenza?

“Vincere, a prescindere dalla categoria in cui si gioca, è sempre bellissimo e difficile. La società aveva allestito fin dall’inizio una buona rosa, resa ancora più forte a dicembre con il rientro da una lunga squalifica di due calcettisti e con alcuni innesti in entrata mirati, perchè il salto di categoria era un ambizione concreta per tutti.”

Quest’anno state realizzando una squadra di altissimo livello. Come l’anno scorso pensate di creare un mix tra giocatori esperti e giocatori giovani cercando di centrare subito il discorso promozione?

“Un campionato di C2 è profondamente diverso dalla serie D che abbiamo affrontato quest’anno. La dirigenza ne è consapevole, e preservando il grandissimo gruppo che ha vinto la scorsa stagione, si è prefissata di puntellare la rosa con innesti mirati, e di affidare il progetto tecnico ad un super mister che sfiorato la serie B a Sant’ Erasmo. I vecchietti del gruppo avranno l’onore e l’onere di creare quel feeling e quell’amicizia con i nuovi che ci ha permesso di vincere.”

Quali sono i vostri progetti futuri e soprattutto cosa ha intenzione di fare la società nei prossimi anni?

“La società si è prefissata di costruire una “casa”, il nostro campo di gioco di proprietà, dove si potrà creare un settore giovanile serio che comprenda squadre dai primi calci fino all’under 21. Il sogno sarebbe quello di creare un’alternativa al calcio ad undici, e di ascoltare, un giorno, qualche bimbo che dica ” diventerò forte e andrò a giocare nella Sandro Abate.” Per quel che concerne la prima squadra l’obiettivo è quello di disputare un campionato nazionale ma dove arriveremo lo deciderà il nostro impegno e la nostra voglia di vincere.”

Come giudica la sua annata calcistica, si sente soddisfatto? Obiettivo per il prossimo anno a livello personale?

“L’anno scorso per me a livello personale è stato un anno cateterizzato da qualche problema fisico ma che con la forza di volontà si è commutato in un successo. Avevo lasciato giocando in serie B, e non mi aspettavo una serie D così competitiva. Pur giocando poco tra coppa e campionato ho marcato 22 segnature, ma le realizzazioni personali sono numeri che rimangono fini a se stessi. Sono orgoglioso di aver giocato con e per ogni mio compagno, affrontando senza paura ogni sfida e mettendo a disposizione della squadra la mia esperienza e la mia voglia di vincere sempre.”

Ci racconta qualche suo aneddoto o esperienza che  l’ha avvicinata al calcio a 5 e il perchè di tutto questo?

Sono un caso anomalo per il calcio a 5, perché fin da ragazzino ho praticato questa disciplina senza passare per il calcio a 11. Conservo con gioia il mio primo gol con l’Avellino Five Soccer, in quel di Pratola Serra contro il Miracolo Piceno, una formazione di Ascoli. Avevo 15 anni i televisori credo che si vedessero ancora in bianco e nero (sorride ndr).”

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