Avellino Calcio – Mario Piga: “Sassari trasferta difficile. Ricordo in serie A…”

Avellino Calcio – Mario Piga: “Sassari trasferta difficile. Ricordo in serie A…”

di Leo Pecorelli, @pecorelli_leo

Un passato da lupo, negli anni d’oro dell’Avellino, quelli della Serie A. Mario Piga, lupo ancora oggi, ha parlato della situazione attuale dei biancoverdi, condita da momenti nostalgici, a Radio Punto Nuovo, affermando: “Quelli in cui giocavo con l’Avellino sono tempi lontani, ma speriamo di tornarci il prima possibile. Dopo una fase difficile ora stiamo risalendo, e non dobbiamo più commettere errori per puntare alla serie C. Ci sono ottime squadre in questo girone, e molte puntano alla prima posizione. Non si può sbagliare nulla, e bisogna scendere in campo con cattiveria e determinazione. C’è bisogno che cinque componenti remino dalla stessa parte, restando unite: squadra, società, allenatore, pubblico e stampa. Soltanto così si ottengono buoni risultati. Se ora l’Avellino si trova in questa posizione di classifica, qualche errore è stato fatto, è mancata la mentalità ed è stato sottovalutato un campionato difficile. Purtroppo quest’anno non ho mai visto giocare il lupo.”

E lui, sardo di nascita, parla della trasferta biancoverde a Sassari:” Lì l’ambiente è caldo, soprattutto il Latte Dolce che sta andando meglio della Torres. C’è molto entusiasmo e un buon seguito di tifosi. Soltanto una grande prestazione e un grande atteggiamento potrà permettere all’Avellino di uscire da quella trasferta con un risultato positivo.”

Mentre sui tifosi:” Il compito dei tifosi è quello di seguire e incitare la squadra. Capisco che le cose non vanno sempre bene, ma proprio in quei momenti il tifoso deve essere d’aiuto. Noi, grazie ai tifosi, abbiamo vinto contro Juve, Inter, Milan, Roma. Il calore del pubblico è cruciale. Ricordo, ai tempi della serie A, che alle 11 di domenica mattina, al Jolly Hotel, ci affacciavamo e vedevamo duemila tifosi già pronti a caricarci. Insomma, eravamo in clima partita già dalla mattina. Era strepitoso. Si respirava un entusiasmo che motivava tantissimo. Tempi diversi, ma vorrei che il tifo ritornasse come ad allora. Stimo i tifosi che praticano lunghissime trasferte, anche molto costose. I calciatori ne devono tenere conto, e deve essere uno sprono a fare meglio.”

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