Sul nuovo scacchiere biancoverde è tutto chiaro… manca “soltanto” qualche pedina

Sul nuovo scacchiere biancoverde è tutto chiaro… manca “soltanto” qualche pedina

Già cinque le ufficilità dopo solo sette giorni di mercato con un quadro delineato e pronto per essere seguito passo dopo passo

Con l’arrivo di Isaac Donkor salgono a cinque le ufficialità in casa Avellino. L’arrivo del ghanese conferma ulteriormente quella che è l’intenzione della società biancoverde per la prossima stagione: puntare sulla linea verde. Giovani affamati e di qualità. Proprio come Radunovic, Asmah, Donkor, Perrotta, Omeonga, Belloni e Camara. Alcuni dei quali, come sottolineato con orgoglio dal presidente Taccone, nel giro delle nazionali giovanili e non. Tutta gente pronta ad esplodere in Irpinia. Tutta gente strappata alla concorrenza dalla dirigenza biancoverde con operazioni intelligenti (prestito con diritto di riscatto e controriscatto).

L’idea di puntare sui giovani è un’idea intrigante, anche per gran parte della tifoseria. Meglio puntare su gente desiderosa di mettersi in mostra piuttosto che puntare su ultratrentenni con poca voglia di rimettersi in gioco. È pur vero, però, che i giovani, per rendere al meglio, hanno bisogno di giocatori esperti al loro fianco capaci di fare da chioccia e da scudo nei momenti difficili. Il campionato di Serie B è un campionato lungo ed estenuante sotto ogni punto di vista, fisico e soprattutto mentale. Nel corso della stagione ci sono momenti bui, in cui c’è bisogno proprio di personalità ed esperienza. A maggior ragione in una piazza calda come Avellino. Toscano può già contare sulla vecchia guardia: vedi Frattali, Jidayi, D’Angelo, Arini, Castaldo e Mokulu.

E se servisse qualcosa in più? Forse si.  Servono altri leader per avere un giusto mix. Quel mix che in Serie B si è spesso rivelato vincente. Basti pensare al Crotone dello scorso anno, che molti operatori di mercato si divertono ad associare all’Avellino che sta nascendo. In Calabria hanno brillato le stelle dei giovani Ferrari, Yao, Capezzi e Ricci ma, molto probabilmente, senza la guida carismatica di elementi come Claiton, Paro, Cordaz e Stoian, il miracolo non sarebbe stato possibile. Sia chiaro, l’Avellino non deve puntare alla Serie A. Ma deve puntare ad una tranquilla salvezza. Magari con un calcio piacevole che possa far sì che la simbiosi tra squadra e città torni ai picchi toccati qualche tempo fa. C’è bisogno di altri leader, si diceva. Di gente che conosca bene il campionato e dal sicuro rendimento. Lo scacchiere di Toscano ha già una struttura solida. Ma mancano le ultime, determinanti, pedine. Pedine da non sbagliare per rendere solido l’interessante progetto giovani. Ecco perché Taccone e i due direttori stanno sondando il terreno, senza lasciarsi prendere dalla fretta. Ma cosa manca a quest’Avellino? Innanzitutto manca più di qualcosa sugli esterni offensivi. Poi un centrale difensivo visto un Migliorini che rientra da un grave infortunio e un centrocampista adattato, un esterno sinistro da affiancare al giovane Asmah e, magari, un regista. Nel gioco di Toscano, infatti, la figura del regista è fondamentale. I centrocampisti centrali attualmente in rosa (Arini, D’Angelo, Paghera, Omeonga, Sbaffo) non hanno le caratteristiche adatte per fare questo tipo di ruolo. Lista della spesa certamente non indifferente. Ma l’Avellino potrà contare su un tesoretto che potrebbe andare a costituirsi con alcune uscite da concretizzare in queste ore. Si punta a sciogliere i contratti con Rea e Tavano. Sperando magari che arrivi qualche squadra pronta ad accollarsi i loro onerosi ingaggi, onde evitare la buonuscita. Si lavora anche agli addii di Sbaffo e Visconti. Tra risparmi per gli ingaggi (specie per i primi due) e guadagni, seppur minimi, sui cartellini (per Sbaffo e Visconti) la società biancoverde potrebbe trovare le risorse giuste per investire. Senza dimenticare la promessa del vicepresidente Michele Gubitosa che, proprio in un’intervista esclusiva al nostro portale (leggi qui), promise qualche mese fa che gli introiti derivati dalla cessione di Trotta al Sassuolo sarebbero serviti per il mercato estivo. Un tesoretto dunque da investire con intelligenza. Su calciatori già pronti, in modo da aiutare i giovani ad inserirsi e a non avere troppa pressione sulle spalle. Il progetto è interessante. Ora bisogna consolidarlo per far sì che l’Avellino, dopo l’ultima stagione balbettante, torni a divertire.

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