Accade in Israele: espulso se tifi Celtic

Accade in Israele: espulso se tifi Celtic

E’ successo ad Eoin Wilson, giornalista scozzese e attivista pro-Palestina.
Ha denunciato quanto accaduto tramite il proprio account Twitter, affermando di esser stato identificato come tifoso del Celtic.
Israele pretende di essere considerato un paese normale quando si riserva il diritto di bandirti dal suo territorio in base alla tua nazionalità, visioni politiche e da oggi anche dalla tua squadra del cuore.

Il The Scottish Sun ci racconta la vicenda di Eoin Wilson, giornalista scozzese e attivista pro-Palestina, che, tramite il proprio account twitter, ha denunciato di essere stato bandito dallo Stato di Israele poichè identificato come un tifoso del Celtic.

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In Israele evidentemente conta la squadra del cuore, soprattutto se quest’ultima si è resa protagonista di una forte polemica contro la politica israeliana in Palestina.

Da ricordare a tutti che il Celtic di Glasgow si è reso protagonista in estate di una maxi sbandierata a difesa dello stato palestinese, vittima ogni giorno dei soprusi sionisti, dove l’immobilismo della comunità internazionale regna sovrana. (Leggi Qui)

Il provvedimento che colpisce l’attivista scozzese ha dell’incredibile, ragioni di sicurezza e di ordine pubblico si legge sul foglio di via, e l’avviso che per i prossimi 10 anni gli è vietato l’ingresso in Israele.

Ovviamente Eoin Wilson, oltre ad essere un tifoso dei Celtic di Glasgow ha pubblicato degli articoli su Electronic Intifada, un progetto editoriale online che da ampio spazio e risalto alle notizie riguardanti il conflitto in medio oriente e all’eterna questione palestinese. In questi articoli il giornalista Eoin Wilson ha avuto modo di trattare l’argomento relativo all’occupazione israeliana dei territori palestinesi, raccontando molto spesso quanto accadeva dopo averlo visto con i suoi occhi, essendo presente direttamente sul posto. E tutto questo, ovviamente, non è stato particolarmente gradito dalle autorità israeliane.

Fin qui potremmo dire tutto ok riguardo l’interrogatorio, è prassi in israele imbavagliare la stampa che vuol raccontare senza filtri e censure quel che accade dal 1948 ad oggi in Palestina, ma la cosa che ha suscitato clamore in Eoin Wilson, sono stato le ripetute domande riguardo la sua fede calcistica, come se, riportando le parole di Wilson: “Sono stato sorpreso quando mi hanno chiesto se fossi un tifoso del Celtic. Da adesso tifare Celtic è sinonimo di solidarietà alla lotta palestinese?” .

Oramai la politica repressiva di Israele non si ferma davanti a nulla, ed invece di occuparsi delle tifoserie razziste che vivono nel suo interno, pavoneggiando una purità della razza ebraica nei confronti delle altre, ci si concentra su giornalisti che raccontano il vero e la loro Fede calcistica.

Israele pretende di essere considerato un paese normale quando si riserva il diritto di bandirti dal suo territorio in base alla tua nazionalità, visioni politiche e da oggi anche dalla tua squadra del cuore.

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