La dedica al Chapecoense senza “sanzione”: quando il cuore prevale sulla fredda ragione

La dedica al Chapecoense senza “sanzione”: quando il cuore prevale sulla fredda ragione

In Olanda il caso che fa scalpore e rende il calcio più umano

Quando il buonsenso prevale sul regolamento. Quando il cuore prevale sulla fredda ragione. È accaduto in Olanda, dove il giovane arbitro Jochem Kamphuis ha evitato di ammonire il trequartista brasiliano del Vitesse Nathan, che dopo aver realizzato il gol del definitivo 3-1 sul PEC Zwolle si è tolto la maglia per mostrarne un’altra dedicata alla Chapecoense. In quello che doveva essere il weekend del silenzio e del doloroso e doveroso ricordo e in cui invece hanno prevalso come sempre le polemiche (basti pensare al derby di Roma), il gesto del signor Kamphuis non può e non deve passare inosservato. Al novantesimo il direttore di gara ha poi spiegato quelle che sono state le motivazioni che lo hanno spinto a non ammonire Nathan: “Secondo le regole avrei dovuto ammonire il giocatore, ma ho deciso di non farlo. Penso che chiunque capisca che si è trattato di un evento terribile. Per Nathan è stato molto particolare segnare oggi: so che ha perso due amici nell’incidente aereo. Come avrei potuto mostrargli un cartellino giallo?”. Nonostante la straordinarietà del gesto, l’arbitro potrebbe subire sanzioni dalla Federcalcio per non aver applicato il regolamento. Nonostante ciò Kamphuis ci ha tenuto a sottolineare di “aver fatto la cosa giusta”. La speranza è che anche la Federcalcio olandese si passi una mano sulla coscienza e faccia prevalere il buonsenso. Perché di fronte al sogno spezzato di un’intera squadra di calcio non esistono cartellini o regolamenti, ma solo dolore e compassione.

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