La nuova mappa europea del tifo violento (3) – Praga, l’Hard Bass e quei cori a Mussolini e Di Canio

La nuova mappa europea del tifo violento (3) – Praga, l’Hard Bass e quei cori a Mussolini e Di Canio

Tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90 il tifo comincia ad indossare vesti politiche. Partiamo dal presupposto che l’attaccamento alla patria è stato l’elemento fondamentale nella lotta dei popoli dell’Est europeo per liberarsi dal comunismo sovietico

Praga è una città piena di contraddizioni, nota per le sue opere d’arte, per la letteratura, per l’architettura ed il cibo sano sano, prego è anche conosciuta per esser una città di rivolte, di proteste sanguinose, contraddistinguendo la forza dei cechi nel far valere il proprio ideale.

Con la caduta dell’Unione Sovietica, e la perdita dei valori trasmessi dall’ideologia sovietica, molti cecoslovacchi, poi cechi, caddero in uno stato di disorientamento, una crisi d’identità tale da far riversare tutto questo malessere nelle tifoserie, composte principalmente da giovani spaesati dai cambiamenti politici radicali.

Tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90 il tifo comincia ad indossare vesti politiche. Partiamo dal presupposto che l’attaccamento alla patria è stato l’elemento fondamentale nella lotta dei popoli dell’Est europeo per liberarsi dal comunismo sovietico, tanto che Giovanni Paolo II parlò di una teologia delle nazioni, sottolineando l’importanza identitaria per i popoli slavi: “una nazione vive della verità su di sé e ha diritto a questa verità su di sé”. Attualmente il concetto di nazione è stato completamente stravolto, volto a significare esclusivamente chiusura, rifiuto e conservazione.

Ed è qui che inseriamo nel nostro discorso lo Sparta Praga. Lo Sparta Praga, il club più famoso e titolato della Repubblica Ceca, vanta 24 titoli della vecchia Cecoslovacchia e 12 dell’attuale Repubblica Ceca, 14 coppe nazionali e 3 Mitropa Cup. Club dalle origini operai, venne fondato nel lontano 1893 in contrapposizione ai rivali borghesi dello Slavia Praga. Gli ultras del club più titolato della Liga Ceca sono politicamente attivi, identificandosi nel partito di estrema destra ceco Dělnická Strana Sociální Spravedlnosti (Partito di Giustizia Sociale dei Lavoratori). L’opinione pubblica ha più volte etichettato gli ultras dello Sparta Praga come razzisti ed anti europeisti , sottolineati dagli striscioni contrastanti l’immigrazione e l’Unione Europea.

Un qualcosa che non deve meravigliarci, soprattutto per il luogo o i luoghi dove avviene, la Repubblica Ceca come altri paesi vicini, Polonia, Ungheria, Slovacchia, hanno abbattuto il comunismo ispirandosi a principi nazionalistici identitari, successivamente alla caduta del blocco sovietico questi paesi sono stati catapultati in un modo globale capitalistico, un susseguirsi di fattori che hanno stravolto la forbice sociale repentinamente, rafforzando i fattori d’identificazione della popolazione civile.

Ma a Praga il legame tra sport e nazionalismo non è una condizione moderna, ma ha origini alla metà del 19 secolo, nel 1862, anno di fondazione del movimento politico Sokol.

Sokol era una dottrina politica legata alla rinascita identitaria del popolo ceco. Il movimento nasce come una società di ginnastica, volta a promuovere i valori morali del nazionalismo ceco attraverso la pratica sportiva di gruppo. Lo sport era al centro delle attività con esercizi di ginnastica, schermi ed altre forme sportive. Questo modello sarà destinato ad influenzare tutti i paesi vicini, Croazia,Polonia, Slovenia, Serbia, Russia.

Numerose le manifestazioni inneggianti all’unione dei popoli slavi da parte dei sostenitori dello Sparta Praga, accompagnati da cori e striscioni inneggianti l’appartenenza a popolo ceco, sfociati più volte in fenomeni razzisti ai danni dei giocatori di colore presenti in squadra. Fino a pochi anni fa nello Sparta Praga c’erano pochissimi giocatori di colore, sempre bersagliati dalla tifoserie di casa con continui insulti.

La situazione calda nelle curve dell’est europeo è evidenziata, come ci dimostrano i video su YouTube, dal diffondersi del “Hard Bass”, musica techno dal ritmo veloce che funge da colonna sonora ai raduni neo-nazisti. Fenomeno questo dell’hard bass diffusosi in molti paesi dell’est europeo, soprattutto dove sono attivi organizzazioni estremistiche ed ultras ben organizzati. L’usanza del hard bass proviene dalla Russia ed è una musica volta a dimostrare un’identificazione nella cultura russa, usanza a quanto pare molto contraddittoria in quanto l’hard bass avrebbe origini olandesi e tedesche (dichiarazioni di Miroslav Mareš, professore associato Presso l’Università di Masaryk).

Ovunque siano andati in trasferta i tifosi dello Sparta Praga hanno sempre lasciato il loro marchio, basti pensare alle scene di Ponte Milvio a Roma, dove urinarono su di una mendicante di origine Rom, scena che ha fatto il giro del mondo, scena che sottolinea la questione psicologica di vita dei gruppi Ultras est europei.

Curiosità vuole che in occasione della partita di Europa League, fra Lazio ed appunto lo Sparta Praga, dal settore ospiti si siano alzati cori inneggianti Mussolini e Di Canio, nonostante gli scontri avvenuti fra le due tifoserie avversarie, di certo non in rapporti del tutto amichevoli. Forse, una simpatia solo per un’ipotetico ideale condiviso.

Ma Praga non è solo la città dello Sparta.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy