La provocazione della Spagna alla Fifa: “Date il cartellino rosso ad Israele”

La provocazione della Spagna alla Fifa: “Date il cartellino rosso ad Israele”

Le Nazionali riservano sempre qualche sorpresa, dentro e fuori dal campo. Gijon è la prima città della Spagna ad aver firmato e sostenuto la campagna internazionale volta a boicottare Israele dichiarando il proprio territorio “Spazio libero da Apartheid israeliano”.

Le Nazionali riservano sempre qualche sorpresa, dentro e fuori dal campo. In particolare modo l’attenzione è volta al match fra Spagna ed Israele, terminato 4-1, match valevole per le qualificazione al mondiale di Russia 2018. Il match si è disputato nella città di Gijon, porto marittimo della Spagna nordoccidentale.

Fin qui tutto regolare. Due nazionali che si affrontano per il dominio del girone G, ma Gijon per Israele è una città calda.

Nonostante la distanza chilometrica, Gijon è la prima città dello stato iberico ad aver firmato e sostenuto la campagna internazionale volta a boicottare Israele, considerando la situazione in Palestina insostenibile, dichiarando il proprio territorio “Spazio libero da Apartheid israeliano”.FIFA-Zurich

La delibera comunale, emanata nel gennaio 2016, approvata con l’astensione del sindaco, Carmen Moriyon, prevedeva un sistema di boicottaggio nei confronti dello stato israeliano.

La Giunta Comunale commentò la loro decisione, in parte criticata da Israele, affermando che: “La situazione che si vive nei territori palestinesi occupati da Israele desta preoccupazione e indignazione. Gran parte della popolazione palestinese soffre le conseguenze della politica dei governi israeliani, i quali ignorano le risoluzioni di organismi internazionali causando grandi sofferenze tra la popolazione civile. “

La polemica è andata avanti per lungo tempo fino alla decisione del passo indietro, firmando il 10 marzo 2017 un testo di revoca della dichiarazione emanata nel gennaio 2016. Tuttavia, nonostante questa revoca, molti cittadini hanno aderito, in vista del match che si disputerà alle 21, alla campagna “cartellino rosso ad Israele” volta a richiedere un intervento duro da parte della FIFA, esigendo l’espulsione della federcalcio israeliana da tutte le competizioni, fin quando non lo stato israeliano rispetteranno le leggi e le imposizioni volute anche dall’Onu.

Ennesima dimostrazione di intolleranza verso la gestione israeliana della popolazione palestinese. Un clima sempre più caldo, intorno ad Israele, anche nel mondo dello sport, un clima divenuto rovente mesi fa con la risoluzione Onu che dichiarò vari team israeliani di calcio illegali, in quanto sorti in territorio palestinese.

ELAI-cas

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