Antimafia indaga sui rapporti mafia-ultras in tutta Italia

Antimafia indaga sui rapporti mafia-ultras in tutta Italia

Verranno ascoltati dall’Antimafia, in un primo momento, i procuratori delle città più importanti, successivamente, contemporaneamente, tutti i vertici del calcio nostrano, da Pecoraro a Palazzi, da Tavecchio ad Abodi passando per ex presidente FIGC Abete. Il calcio italiano sotto la lente d’ingrandimento.

Oggi si apre un altro capitolo del calcio italiano. La Commissione Antimafia apre un nuovo filone d’indagine con l’obiettivo di individuare ogni connessione tra le tifoserie e la criminalità organizzata.

Si tratta della prima istruttoria riguardante il calcio professionistico, la possibilità di eliminare tutte le zone d’ombra fra calcio e mafia, un binomio che negli ultimi anni iniziava a serpeggiare sempre di più. Nei mesi scorsi la Commissione Antimafia accese i riflettori sulle società dilettentatistiche, ed in particolare modo sulle squadre di calcio di Lega pro.

Verranno ascoltati, in un primo momento, i procuratori delle città più importanti, successivamente, contemporaneamente, tutti i vertici del calcio nostrano, da Pecoraro a Palazzi, da Tavecchio ad Abodi passando per ex presidente FIGC Abete.

Ma non è tutto, il comitato della Commissione Antimafia punta ad ascoltare anche i vertici delle società calcistiche, proprio per capire e comprendere se esistono legami con le frange estremiste delle tifoserie o se comunque ci sono responsabilità sulle infiltrazioni mafiose nelle curve.

Calcioscommesse, racket dei biglietti, riciclaggio, eventuali connessioni tra i clan e alcune società che in questi mesi sono finite nel mirino della magistratura, come il Latina, il Crotone e soprattutto il Catania.

L’episodio scatenante, che ha portato all’apertura dell’inchiesta da parte della Commissione Antimafia, è stato l’episodio del suicidio del capo ultras juventino. Procura di Torino e parallelamente la Federcalcio, hanno avviato un indagine parallela sul legame tra la curva e la ‘ndragheta.

L’obiettivo finale di tutto ciò è superare il meccanismo di Daspo, ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, per poter colpire le infiltrazioni mafiose nelle curve e invitare le società ad essere più stringenti e a isolare le frange estremiste.

Siamo solo all’inizio”, dice il vicepresidente della Commissione Antimafia, Fava.

Appena quattro giorni fa la notizia shock in serie D: il Foligno non scenderà in campo. Uno notizia choc seguita ai problemi giudiziari del presidente Gianluca Ius, arrestato insieme ad altre persone nelle scorse settimane al termine di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma che ha ipotizzato a vario titolo i reati di riciclaggio, false fatturazioni e truffa ai danni del ministero dello Sviluppo economico

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