Avellino calcio – “In soli 9 anni, più debiti dei 97 di storia precedenti”. E poi la bufala della cordata irpina già pronta

Avellino calcio – “In soli 9 anni, più debiti dei 97 di storia precedenti”. E poi la bufala della cordata irpina già pronta

L’Avellino di Pugliese fallì, nel 2009, per molti meno debiti. E intanto fanno spuntare una fantomatica cordata irpina

di Massimiliano Santosuosso, @MaxSantosuosso

Avellino calcio – Di irpini ce ne sono stati in società. Pensiamo a Cipriano (silurato), Iacovacci (isolato), Gubitosa (cacciato via perchè aveva idee diverse). E tanti altri irpini si sono avvicinati. Vigorito vi dice qualcosa? E D’Agostino? E ancora Gubitosa? Quest’ultimo ha tentato non più tardi di 8 mesi fa altri due attacchi. Con l’ultimo scoprì che Taccone aveva persino ceduto quote ad un tal Ferullo poi scomparso. La verità è sotto gli occhi di tutti. Questo Avellino ha accumulato in 9 anni di gestione dal fallimento 2009 più debiti delle tante società succedutesi nei primi 97 anni di storia. Insomma, per dirla in parole povere. questo Avellino ha più debiti di quello fatto fallire nella calda estate del 2009. Ed è di questo che deve dar conto il patron. Non di altro. Molti spingono perchè lasci l’Avellino nelle mani del sindaco. Siti sportivi vicinissimi alla società poco fa parlavano di cordate imprenditoriali pronte ad entrare in corsa e rilevare l’Avellino dalle mani di Taccone. Balle, autentiche balle. Non c’è nulla di vero. Non c’è nessun imprenditore irpino attualmente interessato a rilevare l’Avellino da Taccone. Che dopo l’iscrizione al campionato di martedì (perchè appare ormai scontata a tutti), dovrà avere la forza di continuare da solo come ha sempre fatto fino ad ora respingendo gli attacchi di scalata da parte di imprenditori che fino ad un anno fa erano veramente interessati a rilevare la società a patto di un suo definitivo abbandono. Ed invece, per passare alla storia come “Il Cannibale”, Taccone è rimasto solo. Dopo l’ultimo aiuto da parte di De Cesare per una sponsorizzazione “monstre” che ha fatto respirare per un pò le casse societarie, è arrivato il deserto. Non bisogna illudere la piazza in questo momento. Bisogna solo richiamare Taccone alle proprie responsabilità. Che sono di continuare da solo come ha sempre voluto. E non credere a quelle notizie tendenziose che parlano di cordate pronte a farsi avanti. Ci vogliono almeno 16 milioni di euro, oggi, per far ripartire seriamente all’Avellino. E non ci sono oggi imprenditori disposti a farlo. E non bisogna tirare in ballo l’ipotesi del fallimento pilotato. Un’altra balla. Che fa male alla storia ed offende l’intelligenza di una tifoseria fin troppo umiliata da 9 anni da cancellare al più presto.

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