Avellino come Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco: la firma di De Cesare sullo sport italiano

Avellino come Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco: la firma di De Cesare sullo sport italiano

Ma perchè ora Avellino può essere considerata alla pari del Barcellona e del Real Madrid? Perchè De Cesare è anche il proprietario della Sidigas Scandone (Serie A di basket). Ed ora che ha messo le mani sull’Avellino calcio, è il primo presidente in Italia ad avere una squadra di basket e una di calcio

di Redazione Sport Avellino

Barcellona, Real Madrid, Cska Mosca, Stella Rossa, Partizan, Panathinaikos, Olympiakos, Fenerbahce, Galatasaray, Maccabi, Bayern Monaco e Avellino. Si, avete letto bene. Avellino. Che rinasce dopo le ceneri del fallimento targato Walter Taccone. Di fallimento, ancora non se ne può parlare, ma la perdita dei diritti a partecipare a campionati professionistici, dopo la mancata iscrizione in B e i 4 consecutivi ricorsi persi, equivale al fallimento. Ma ieri, Avellino ha gioito dopo anni di dolori e mortificazioni. Il sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi ha affidato il titolo sportivo a Giannandrea De Cesare. L’unico a mettere sul tavolo, delle varie cordate presenti, danaro cash e 3,8mln di euro di assegni circolari. L’unico a presentarsi di persona, senza collaboratori, dinanzi al sindaco e convincerlo. Ha battuto Preziosi del Genoa, il rivale D’Agostino e tanti altri.

Ma perchè ora Avellino può essere considerata alla pari del Barcellona e del Real Madrid? Perchè De Cesare è anche il proprietario della Sidigas Scandone (Serie A di basket). Ed ora che ha messo le mani sull’Avellino calcio, è il primo presidente in Italia ad avere una squadra di basket e una di calcio. Quella di basket è già affermata in Europa e in Italia. Quella di calcio lo diventerà presto. Aspettando notizie sul fronte ripescaggio in Serie C, ha già confermato che in tre anni vuole riportare Avellino in Serie B. Quindi, programmi ambiziosi, investimenti da fare e tanto coraggio. Ma attenzione: delle cordate presenti è l’unico che non ha messo le mani sullo stadio. Nessuno stadio nuovo, nessuna voglia di lucrare sul “cemento”. Ha presentato un progetto di restyling perchè ha capito che Avellino deve risorgere presto e poi, magari, se vorrà, si potrà pensare ad uno stadio completamente nuovo.

Era il 3 gennaio 2017. Un anno e mezzo fa. Si parlò di una sua scalata all’Avellino calcio. Ma Taccone si oppose e ripiegò, per il bene della città, sullo sponsor (3 milioni in tre anni). Un milione e mezzo, anticipato, lo ha già perso per la scomparsa dell’Avellino di Taccone. Ora ne mette a disposizione altri 3,8 di milioni per portare l’Avellino in Serie B subito. Intanto, il “Re del gas” che ama viaggiare in elicottero tassativamente guidato da lui, e preferisce divertirsi nei fine settimana a bordo dei suoi go-kart avrà meno tempo per dilettarsi. Il suo sogno resta lo scudetto per il basket. Ora si aggiunge il calcio. Il progetto della Polisportiva, la prima in Italia, con due squadre ad eccellere, c’è. E c’è anche Avellino. Che dopo l’incubo speculativo targato Taccone, torna a sorridere. Finalmente.

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