Avellino e Rende: due casi simili ma con regolamenti diversi

Avellino e Rende: due casi simili ma con regolamenti diversi

La nostra analisi e gli scenari che possono aprirsi dinanzi al Collegio Arbitrale. Rende è un caso simile ma non uguale. Alla fine il Collegio Arbitrale optò per la buona fede. Ma i regolamenti erano diversi

di Michelangelo Freda, @m_freda21

L’ennesima conferenza stampa da parte di Walter Taccone nei giorni per dar spiegazioni ad una piazza stanca, indebolita nell’animo dalle mille vicende che hanno colpito l’Avellino calcio in questi anni. Un susseguirsi di vicende spiacevoli che hanno quasi abbattuto tutta la piazza Irpina. Il presidente ha cercato di dare spiegazioni plausibili a quanto sta accedendo ad Avellino centrando l’attenzione sul caso fideiussioni che da giorni fa piombare i lupi in un limbo tra la Serie B e la Serie D.

“E’ vero che la Onix non ha un rating ma non è su questo che si basa il giudizio per l’affidabilità ma sull’indice di solvibilità che è in regola. Inoltre ha la copertura totale come una delle società tra le prime al mondo per riassicurazione.”

Sono le parole di Walter Taccone che basa le proprie ragioni sull’indice di solvibilità della società ma purtroppo, per dover di cronaca e serietà, ribadiamo per l’ennesima volta che il ragionamento del presidente stecca con la realtà espressa dal regolamento della Figc in materia. Il Titolo 1, paragrafo 1, lettera E, punto 12 del comunicato ufficiale n. 49 del 24 maggio 2018 ribadisce le caratteristiche che deve possedere la società che emette la fideiussione, come sottolineato anche oggi nella comunicato n. 33 da parte della Figc:

visto il motivato parere contrario espresso dalla Co.Vi.So.C., la quale ha evidenziato che la garanzia assicurativa della Onix Asigurari S.A non soddisfa le prescrizioni previste dal Titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 12) del Comunicato Ufficiale n. 49 del 24 maggio 2018, in quanto la medesima società è sprovvista di proprio rating;”

Quello che leggete in grassetto è ciò che Taccone fa finta di non vedere giustificando il tutto sull’indice di solvibilità emesso dalla società, fattore non influente, almeno in termini di regolamento, al fine di iscrivere la società al campionato di Serie B. Se si fosse rispettata la norma nella sua integrità, senza cavilli ulteriori, adesso non saremo in questa posizione.

Sulla seconda fideiussione c’è poco da aggiungere, dal comunicato di quest’oggi della Figc si evince la non presa in considerazione della fideiussione emessa dal Finworld in quanto arrivata in ritardo rispetto a quanto stabilito

Ma noi vogliamo soffermarci sulla terza fideiussione emessa dal gruppo Groupama, gruppo assicurativo francese tra i più importanti in Europa, con il presidente Taccone che afferma: “abbiamo questa fideiussione datata 16 luglio e che oggi porterò io stesso a Roma a consegnare a mano. Io andrò a Roma a dire che non abbiamo nessun problema per iscriverci al campionato, non vogliamo nessun punto di penalizzazione o figuratevi la retrocessione” mostrano incongruenze con quanto realmente avvenuto, andando in direzione opposta a quanto affermato nel comunicato stampa di qualche giorno prima.

Ma allora perché  non aver agito prima direttamente verso questa direzione? Non riusciamo a comprendere il perché una società come l’Avellino debba essersi rivolta ad una società in Romania per l’emissione di una fideiussione da un istituto non conforme, reinserito ad operare in Italia con la riserve dell’Ivass sulla decisione. Ancora: la seconda fideiussione emessa da una società bloccata dal Consiglio di Stato e sottoposta ad accertamenti sull’operato svolto negli ultimi anni e presentata in ritardo, almeno per quanto sostenuto dalle motivazioni della Figc.

Le sue parole, a margine della fredda presentazione con Anna Falchi, un flop per la mancanza dei tifosi, dove nervosamente definiva la decisione della Covisoc una “Cazzata..non c’è niente” si sono rivelate inopportune, poco veritiere, constatando la realtà dei fatti con lei che scappa a Roma con una terza fideiussione emessa, forse, dall’unico istituto senza indagini o blocchi. Caro presidente, adesso dobbiamo solo sperare che il Coni ci garantisca l’iscrizione, le garantisca il pagamento degli stipendi dei giocatori, in quanto suoi dipendenti e poi dia la squadra in mano al sindaco Ciampi, nella speranza che il leader grillino sia all’altezza di trovare una soluzione idonea alla squadra, nonostante le parole dettate dell’emozione del primo evento pubblico in città, volte ad esaltarla nell’intanto che la Covisoc bocciava la sua prima fideiussione.

Un appunto va fatto. Si è parlato molto del caso Rende e della possibilità di presentare un ricorso appellandosi al medesimo caso, la società venne esclusa dai ripescaggi per la Serie C, per far si che anche l’Avellino venga ammessa basandosi sulla sentenza della società calabra emessa nel 2017.

Il Rende Calcio 1968 s.r.l., all’epoca Asd Rende 1968, dopo aver conquistato un 3°posto in Serie D nella stagione 2016-17, nell’estate 2017 presentò la domanda di ripescaggio, al campionato di Serie C, con annesse fideiussioni in ritardo ed una prima considerata falsa, Gravina si espresse duramente a riguardo, vedendosi rigettare la domanda con la motivazione: a) entro il termine perentorio del 28 luglio 2017, ore 13:00, due fideiussioni bancarie, per le quali, come attestato dalla Lega Pro, non è pervenuta conferma di validità;
b) in data 1° agosto 2017, quindi oltre il suddetto termine perentorio del 28 luglio 2017, ore 13:00, due polizze fideiussorie assicurative per le quali è pervenuta conferma di validità;

Insomma un caso che vagamente può esser accostato all’Avellino calcio, in quanto è vero che il Rende in un primo momento la società calabra ha presentato una fideiussione falsa per poi presentare fuori dai termini una fideiussione a norma, ma è anche vero che i fatti contestati all’Avellino ed al Rende appartengono a due regolamenti totalmente diversi. Uno riguarda l’iscrizione, tramite ripescaggio, in Serie C; l’altra invece riguarda l’iscrizione regolare al campionato di una società di Serie B.

A SX - Sistema Licenze Nazionali 2018/2019 Lega Nazionale Professionisti Serie B A DX Sistema Licenze Nazionali 2017/2018 Lega Italiana Calcio Professionistico
A SX – Sistema Licenze Nazionali 2018/2019 Lega Nazionale Professionisti Serie B
A DX Sistema Licenze Nazionali 2017/2018 Lega Italiana Calcio Professionistico

Come si evince dalle pagine dei due regolamenti a confronto le modalità di scelta, della società emittente della fideiussione, hanno delle lievi differenze ma sostanziali nel rappresentare un caso giuridico diverso da quello dell’Avellino. Infatti alla società irpina viene contestato il non rispetto del paragrafo, posto in evidenza nella foto, corrispondete al già citato Titolo 1, paragrafo 1, lettera E, punto 12 del comunicato ufficiale n. 49 del 24 maggio 2018, che redarguisce le società di presentare una fideiussione emessa da una società che debba detenere direttamente il rating.

Dopo un lunga tira e molla il Collegio di Garanzia del Coni ammise la squadra calabra al campionato di Serie C invalidando la decisione iniziale della Figc constatando la buona fede nell’azione societaria. Adesso bisogna capire la linea da seguire per il Collegio di Garanzia, se in un primo momento si era ipotizzata alla buona fede da parte della società adesso, adesso vi vaglia l’ipotesi di impugnare la decisione della Figc per un vizio di forma del provvedimento, come detto ore prima rispetto alla comunicazione ufficiale della Federazione da parte del presidente Walter Taccone.

Adesso non ci tocca che sperare che il Collegio di Garanzia del Coni accolga le nostre richieste, sperare di esser ammessi in Serie B per non ripiombare nel limbo della Serie D che in pochi conoscono veramente. Quel che dispiace è la rottura, la frattura con Walter Taccone, un presidente che negli ultimi 3 anni non ha fatto altro che far promesse ai tifosi mai rispettate, nascondere situazioni reali come la situazione debitoria della squadra irpina, da sempre negata da Taccone ed adita da parte sua come una bugia. Adesso la verità è venuta a galla, il presidente Taccone non ha più la forza di andare avanti ed il rapporto con la città si è usurato.

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