Avellino – Il retroscena dopo Roma: “Mangiatevi il telefono. Da qui non va via nessuno”

Avellino – Il retroscena dopo Roma: “Mangiatevi il telefono. Da qui non va via nessuno”

Con la società assente, come sempre nei momenti importanti, così Castaldo negli spogliatoi dopo la partita pareggiata con la Roma

di Redazione Sport Avellino

“Ve lo dico adesso e non voglio ripeterlo più. Fuori da qui, prendete il telefono e chiamate i vostri procuratori. Dovete dirgli solo una cosa: si mangiassero il telefono. Da qui e fino a sentenza definitiva non si muove nessuno. Qui siamo ad Avellino. E ci resteremo fino alla fine”.

Le parole di Gigi Castaldo suonano come un avvertimento all’interno di uno spogliatoio distrutto e abbandonato, come sempre, dopo l’amichevole di lusso della Roma. Con il presidente ad Agropoli, il figlio a casa, il diesse isolato, a prendere per mano la squadra è il capitano sul campo. Castaldo, dopo le lacrime sotto la Curva, prende di petto la situazione ed avverte i suoi compagni. Sono state quelle appena descritte le parole urlate ai suoi compagni di squadra. Quasi a spronarli a non mollare. A combattere. A stringere i denti. A continuare il lavoro cominciato in ritiro in attesa del ricorso e della sentenza definitiva. “Qui siamo ad Avellino non in una piazza qualunque. Qui si è fatta la storia del calcio. E noi onoreremo questa maglia fino alla fine. Li avete sentiti là fuori. Avevano la morte nel cuore. Ma hanno cantato per 90′. Noi siamo professionisti. Da qui non si muove nessuno”.

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