Avellino, non fai battere più il cuore: niente sold-out

Avellino, non fai battere più il cuore: niente sold-out

L’ iniziativa della società per il prossimo match denota una voglia di riavvicinarsi ai tifosi, cercando di ritrovare l’abbraccio perduto, ma non si può pretendere di più. Un biglietto a 5 euro sicuramente ti invoglia ad andare allo stadio, economicamente parlando, ma il tifoso è più invogliato a seguire una società se questa si dimostra sincera e lungimirante.

Per anni è stato utilizzato il ragionamento “è colpa della Pay Tv”. Un ragionamento per spiegare il motivo del progressivo svuotamento degli impianti italiani. Ma dopo anni possiamo sfatare questo mito.
Le Pay Tv stanno riscontrando un progressivo calo degli ascolti, un esempio su tutti sta nel derby d’Italia fra Inter-Juventus stagione 2015/2016 che ha riscontrato il calo di 1.2 mln di spettatori. Quest’anno, almeno per il momento, la situazione non sembra esser cambiata, dimostrando un grado di equilibrio in riferimento all’anno passato. Un altro dato curioso risiede nella stagione corrente, 2016/2017, nel match Genoa-Empoli: la gara tra rossoblu e toscani è stata seguita su Mediaset Premium da soli 307 spettatori.
Secondo il Report Calcio, sull’andamento del calcio italiano negli ultimi cinque anni, è emerso che la media degli spettatori Serie B è cresciuta mediamente del 5% annuo, passando dai 2.904.779 della stagione 2010-11 ai 3.308.294 dell’ultimo campionato concluso 2015-16, dato registrato solo in Serie B.
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Il discorso va affrontato diversamente, bisogna spostare l’attenzione sulla perdita di attrazione dei nostri campionati. Gli stadi vuoti fanno male a tutti noi, a chi è sulle tribune e vive costantemente la desolazione della tribuna, e chi da casa, in Italia e soprattutto all’estero, provano la sensazione di trovarsi di fronte a uno spettacolo che non merita di essere visto.
Ma ad Avellino il discorso regge solo in parte. Abbiamo sempre vissuto, come poche altre tifoserie in Italia, l’atmosfera calda da stadio sia in casa che in trasferta, riempiendo di entusiasmo ogni stadio d’Italia. I numeri sono sempre stati a favore degli Ultras Irpini che sono sempre fra i più numerosi d’Italia nel muoversi, ultimo esempio l’esodo per lo scontro decisivo a Terni.
Ad Avellino come nell’Italia intera, lo stadio si riempie con più facilità se le cose “vanno bene”, ma questa è una prerogativa italiana. Il discorso va allargato alla mancanza di fiducia che un tifoso ha nei confronti di una società che si dimostra instabile, poco affidabile secondo i rumors che arriva da più parti, specie i social che non disdegnano di condannare l’operato dei massimi dirigenti (campagne acquisti deludenti in primis, mancanza di peso in Lega etc etc).
Il limbo della penalizzazione ha di certo influenzato l’ambiente, disseminando malumori in ogni dove. A questi si aggiungono le promesse mancate di match gratuiti o di amichevoli prestigiose, che fanno sentire il tifoso preso in giro dal venditore, perché qui si parla di domanda ed offerta, di venditore e compratore, di soddisfazione per ciò che compri o in questo caso “vedi”.
Il nuovo stadio, caduto nel dimenticatoio, poteva essere una molla per riavvicinare la gente allo stadio, nel tornare a riempire i gradoni, ma magari qualsiasi altra iniziativa, volta a legare il club ai suoi tifosi, avrebbe di certo aiutato, ma purtroppo tutto tace.
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Andamento spettatori dell’Avellino.
Da anni l’advisor Infront ha suggerito, per ovviare alla cronica mancanza di spettatori, di avviare politiche di biglietteria mirate a favorire lo spostamento del pubblico nei settori più vicini al campo, in modo che le inquadrature della partita non dovessero immortalare vuoti eccessivi. Oppure la politica del “biglietto a prezzo variabile” attuata dalla Virtus Entella, può essere un incentivo nel portare spettatori.
L’ iniziativa della società per il prossimo match denota una voglia di riavvicinarsi ai tifosi, cercando di ritrovare l’abbraccio perduto, ma non si può pretendere di più. Un biglietto a 5 euro sicuramente ti invoglia ad andare allo stadio, economicamente parlando, ma il tifoso è più invogliato a seguire una società se questa si dimostra sincera e lungimirante. C’è la sensazione che il credito che Taccone vantava nei confronti della tifoseria dopo la promozione si è esaurito. Lo dimostra la feroce contestazione attuata dai tifosi fino a qualche mese fa con l’esposizione di striscioni in ogni angolo della provincia.
Credito esaurito, bonus sprecato. Solo coi fatti si potrà riacquistare la fiducia mancata. Per quest’anno, niente sold-out.
Purtroppo e a malincuore. Segno evidente che questa squadra non fa battere più il cuore come ai vecchi tempi.
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