Avellino, segui Novellino e tira fuori l’orgoglio: vincila

Avellino, segui Novellino e tira fuori l’orgoglio: vincila

La prima di quattro gare che chiude il girone di andata. La sconfitta contro l’Ascoli è servita, paradossalmente, a creare ottimismo all’interno di uno spogliatoio che nella sfida di oggi ha solo un risultato a disposizione: vincere

Gli occhi del lupo, artigli affilati. Denti in fuori. Il resto lo farà lo stadio. Rivestito al sold-out per le grandi occasioni. Questa è una opportunità. Una di quelle che ti rigenera. Che può mettere da parte le ansie di una stagione grigia, penalizzata da scelte societarie scellerate e da una gestione, l’ennesima, tutta vola al risparmio con la speranza di generare plusvalenze per il futuro. Eliminato Toscano, adesso con Novellino, la squadra ha acquisito la consapevolezza di non essere una perdente in partenza. Ruoli azzerati anche nello spogliatoio. Gennaio è vicino e l’occasione per individuare chi non è utile alla causa è vicina. E siamo sicuri che la società non sbaglierà perchè a quel punto perseverare significherà essere un qualcosa di incredibilmente diabolico. Arriva il Benevento. E’ vero, è una squadra in salute, terza in classifica, allestita con i milioni di euro che uno come Vigorito ha investito sapientemente anche in un settore giovanile che presto sarà, se si continua nel progetto, tra i primi in Italia. Dai soldi di Vigorito alla rabbia dell’Avellino. Oggi non servirà essere belli. Oggi servirà lo spirito dei lupi della nostra terra per battere i vicini di provincia. Oggi servirà solo vincere. Per riaprire un ciclo che vedrà l’Avellino impegnata a Bari, con la Salernitana in casa e infine a Latina. Quattro gare per virare in classifica e mettere in cascina punti pesanti. Poi a gennaio si vedrà se la dirigenza avrà fatto l’ennesima promessa a vuoto o ricorrerà ai ripari. Si parte alle 15. Dopo poco meno di due ore sapremo se l’Avellino ha capito la lezione. Sulla carta gli avversari sono più forti. Ma Novellino è un grande condottiero. Darà ai suoi la marcia in più. Chi non se la sente resti nello spogliatoio. Non serve gente che non sputerà sangue. Oggi è un crocevia. Vincere per non morire. Vincere per riprendere a sorridere. Il verdetto al campo. Lo spettacolo in curva. Gente che non lotta mai e che ha concesso una tregua in nome dell’amore che si riversa verso i colori biancoverdi. Dimostrateci, quindi, che l’Avellino è tornato. Una volta. E per sempre.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy