Calcio Avellino – Un ultimo sforzo Ingegnere: lo deve a se stesso e a tutta l’Irpinia

Calcio Avellino – Un ultimo sforzo Ingegnere: lo deve a se stesso e a tutta l’Irpinia

Falliti i rinforzi nel mercato di dicembre della D, non resta che affidarsi al patron. Nel calcio e nel basket: senza nessuna esclusione

di Massimiliano Santosuosso, @MaxSantosuosso

Che De Cesare sia in difficoltà economiche nessuno ci crede. Che, nel mezzo, si sia creato un mezzo pastrocchio politico, questa si. E’ pista attendibile, molto più attendibile. L’aver affidato ad un unico imprenditore il destino del basket (con grandissimi risultati aggiungiamo noi) e quello del neo rinato calcio (con risultati deludenti fino ad ora ndr) è un’arma a doppio taglio. Perchè ora lo sport è nelle mani di un’unica persona. E di un imprenditore che fino ad ora non ha sbagliato nulla. Con le sue aziende, con gli investimenti in provincia, con i risultati nel basket e con una consacrazione a livello provinciale di credibilità che fino a qualche giorno fa non era assolutamente in dubbio. Al di là dei risultati acquisiti sul campo fino ad ora da un Avellino costruito male e rinforzato peggio nel mercato degli svincolati e nella finestra reale di calciomercato di serie D, resta una riflessione importante. De Cesare è, e resta, una persona seria. Un imprenditore vero, una persona d’onore che ha fatto della riservatezza il suo stile di vita. Anche nel basket, il “Re del Gas” irpino, ha preferito sempre vivere la sua passione dietro le quinte. Anche nei momenti di delirio totale, con una Scandone che ha raccolto risultati d’oro nell’ultimo quinquennio, non si è mai esposto. Lasciando la scena ad altri. Che De Cesare, ora, tutto di un tratto, abbia problemi economici come paventato dalla stampa nazionale, nessuno ci crede. Anche perchè i bilanci della sua azienda capofila, la Sidigas, restano solidi. Come è solido il patrimonio societario della stessa. In premessa abbiamo parlato di “problemi politici”. Forse è davvero questa la chiave di lettura di un momento delicato per la storia aziendale della Sidigas e di rimando dello sport irpino. Quindi, al di là di tutto, ora serve davvero che De Cesare esca allo scoperto e parli alla piazza. Perchè il calcio non è il basket. E’, per estrazione sociale, più popolare. Ed in quanto tale è necessario che l’ingegnere ci metta la faccia. Evitando così di parlare a questo o a quel quotidiano. L’unico consiglio che possiamo dare al patron è parlare alla città e alla provincia. E farlo nello stile che lo ha sempre contraddistinto. Con chiarezza, franchezza, trasparenza. Ora ha da sistemare due squadre: quella del basket e quella del calcio. E da imprenditore non può permettersi passi falsi sia per la Scandone che per l’Avellino calcio. Trovi il coraggio e la forza di superare la propria timidezza e parla al cuore di tutti. Bucaro ha bisogno di rinforzi di qualità, Vucinic pure. Si chiariscano i programmi di inizio stagione e si faccia un patto con l’Irpinia sportiva tutta. Siamo ancora convinti della forza economica di De Cesare. Ne siamo profondamente convinti perchè un’azienda la si valuta anche dal pagamento degli stipendi ai propri dipendenti. Ed in casa Sidigas, almeno dalle notizie che abbiamo, i dipendenti sono fieri del proprio “capo”. Si sentono bene, lavorano bene ed in armonia. Si ricrei la stessa armonia, quindi, nel basket e nel calcio. Rinforzando le rispettive squadre e regalando sorrisi alla piazza tutta. Trovi il coraggio, quindi, De Cesare di fare un passo in avanti. Al di là dei problemi “politici”, l’Irpinia sportiva tutta è nelle sue mani. Attendiamo segnali ingegnere. Perchè, ribadiamo, siamo convinti che non c’è nessuna sofferenza economica. Ma di equilibri. E quindi, ripetendo ed invocando lo striscione esposto dalla Curva Sud, il suo è “un onere ed un onore”. Ripartire insieme più forti di tutti è una priorità. Nel calcio e nel basket. Si. Nel calcio e nel basket. Senza esclusione. Perchè la Scandone vista oggi è tornata nel cuore dei propri tifosi. L’Avellino ancora no. Fa difficoltà a riemergere dall’onta della vergogna di fine estate. Va aiutata la piazza e va aiutata la squadra. Allestita malissimo. C’è tempo per rimediare. Con il mercato di Serie C, la squadra può risorgere. Nulla è impossibile. Basta volerlo. Buon Natale a Lei ingegnere e buon Natale a noi. Ce lo meritiamo tutti. Ce lo meritiamo. Ma con il sorriso e la schiettezza. Adesso tocca a Lei. Una volta e per sempre.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy