Calcioscommesse, Taccone: “Non sono un camorrista, su di noi accuse infamanti”

Calcioscommesse, Taccone: “Non sono un camorrista, su di noi accuse infamanti”

La carica del patron Walter Taccone che dinanzi al TFN ha tuonato contro tutti

“Non sono un camorrista. E non so perchè io sono qui. La gente sa chi sono io. Walter Taccone è un professionista serio, stimato in ambito calcistico e sanitario. Ho letto le duemila pagine, forse anche di più degli atti, e non vedo il mio nome. Perchè sono qui? Qualcuno deve spiegarmelo. Sono stato chiamato in causa da una persona che nemmeno conosco. Da quel Pini che riferisce di incontri a Baiano. Ma da quando sono presidente dell’Avellino, lì a Baiano, non ci siamo mai allenati. Se questo Pini ha millantato situazioni non è un problema mio ma suo. Sono sconcertato. Credetemi, sono sconcertato e arrabbiato. Perchè qui l’Avellino non c’entra nulla. Eppure dobbiamo difenderci da accuse infamanti che nulla hanno a che fare con la città e con la società che oggi rappresento degnamente”

Così Walter Taccone, patron dell’Avellino. Per lui i procuratori federali hanno chiesto 9 mesi di inbizione e 45mila euro di ammenda a cui si sommano i 140mila richiesti per l’Avellino e i 7 punti di penalizzazione.

 

SEGUICI SU: Facebook /// Twitter /// Instagram /// Google Plus /// YouTube///

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy