Eccellenza – San Tommaso, Melchionno (vice all.): “Con il lavoro e i sacrifici si ottengono i risultati. Futuro? Ne parleremo a breve”

Eccellenza – San Tommaso, Melchionno (vice all.): “Con il lavoro e i sacrifici si ottengono i risultati. Futuro? Ne parleremo a breve”

Le parole di mister Giuseppe Melchionno, vice allenatore del San Tommaso, che parla della stupenda cavalcata dei grifoni che hanno conquistato la Serie D.

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

In attesa di rivedere l’Avellino in categorie che più le competono, il popolo irpino si gode il San Tommaso, che è reduce da una grande impresa sportiva, raggiungendo il traguardo della Serie D, il massimo torneo dilettantistico. In questi giorni abbiamo celebrato in tutti i modi possibili la piccola realtà rionale, la proprietà, la dirigenza, lo staff tecnico, con mister Messina e i suoi collaboratori che hanno svolto un lavoro encomiabile. Ovviamente i calciatori, che alla fine vanno in campo e vincono le partite. Sabato nel “rione” si è tenuta la festa promozione, si è celebrato il trionfo appena ottenuto. Ma la dirigenza è già al lavoro per il futuro. Sarà Serie D, dopo un decennio, una squadra irpina torna nel massimo torneo dilettantistico (come detto tante volte esclusa l’Avellino).  Tante sono le cose da capire e i nodi da sciogliere per la prossima stagione. Dalla situazione dello stadio, alla questione societaria e quella dello staff tecnico, con mister Messina e i suoi collaboratori che meritano una grande opportunità in Serie D.

E di tutto questo abbiamo parlato con il vice allenatore dei grifoni, mister Giuseppe Melchionno. Legato da un rapporto strettissimo a mister Messina, come ci ha raccontato qualche settimana fa, Melchionno ha ripercorso la stagione del San Tommaso e ha parlato a 360° del club e della squadra.

Queste le sue parole ai nostri microfoni:

– Mister Melchionno, a caldo, dopo la sbornia delle ultime settimane, possiamo commentare la vostra impresa. Quali sono le tue sensazioni, le tue emozioni dopo aver scritto una così bella pagina di sport per l’Irpinia?

“Sembrerebbe una frase fatta ma non lo è, le emozioni sono tante, questo sport te ne regala giorno per giorno sempre di più. Sono davvero molto felice e contento di quanto raccolto, perchè davvero ci proietta nella storia dello sport avellinese”. 

– Sabato sera siete stati abbracciati dall’affetto e dal calore della città. Quanto è stato bello sentire tutta questa passione?

“E’ stata davvero una serata magica, tornati dall’ultima di campionato abbiamo preparato questo evento per festeggiare il traguardo raggiunto. Sentire il calore dei tifosi, degli amici, dei familiari è sempre bello e gratificante. Significa che hai fatto qualcosa che ha toccato i loro sentimenti e questo fa molto piacere”.

– Qual è stato il momento nella stagione, in cui vi siete guardati in faccia e vi siete detti, ragazzi, il campionato possiamo vincerlo?

“Come già detto in altre interviste la vittoria contro il Costa d’Amalfi in trasferta, con molte assenze tra squalifiche e infortuni (forse 6-7 elementi chiave) ci ha dato la consapevolezza che potevamo ambire a qualcosa di importante. Dopo quella vittoria abbiamo capito che eravamo pronti per giocarci le nostre carte fino alla fine e così è stato”. 

Mister, in una stagione simile, quale è stato il vostro segreto, l’arma in più che vi ha permesso di ottenere questo grande risultato?

“Credo che i grandi risultati si ottengono con il lavoro, sacrificio e tanta umiltà. Il nostro segreto è stato questo. Tanto lavoro, un grande gruppo, sempre unito e compatto. Una sorta di famiglia pronta ad aiutarci l’un l’altro. E poi una grande società alle spalle che ci ha spinto e sostenuto in tutta questa fantastica stagione”. 

– Quanto è stato difficile lavorare sulla testa dei ragazzi e spronarli a dare sempre il massimo e a non mollare?

“I ragazzi sono persone eccezionali, non c’è stato bisogno di spronarli. Ognuno di loro sapeva benissimo che bisognava dare il massimo in ogni situazione. Ogni partita la abbiamo preparata come la prima, cioè con la voglia di dare tutti il massimo, di sudare la maglia e uscire dal campo senza rimpianti. E devo dire che ognuno di loro lo ha fatto”. 

– Tra qualche mese sarà Serie D. Per il San Tommaso è una certezza. Ma per lo staff tecnico? Avete parlato con la società e la dirigenza per capire il vostro futuro?

“Con la società abbiamo avuto modo di scambiare qualche chiacchiera. A breve ci incontreremo e decideremo. Chiaro che c’è voglia di continuare la nostra avventura insieme, anche il mister lo ha detto in questi giorni. Non ci resta che attendere e capire il nostro futuro”.

– Vi danno fastidio le voci che già circolano di possibili imprenditori interessati alla società o fanno solo piacere?

“Il presidente e la società sapranno gestire la cosa nella giusta maniera. La società è sana e solida. Il progetto è ambizioso! Se dovessero arrivare nuovi sponsor e nuovi soci in società ben venga ma ripeto, il presidente saprà come gestire la cosa nel miglior modo possibile”. 

– Questa stagione magnifica in cosa ti ha arricchito sotto tutti i punti di vista (professionale, sportivo, umano)?

“Al di là del risultato, ogni giorno ti arricchisci di tutto. Ho conosciuto persone eccezionali! Come già ti dissi dai collaboratori e da mister Messina ho cercato sempre di apprendere e imparare qualcosa. Quindi di certo ne esco anche professionalmente molto preparato e con una grande esperienza alle spalle che mi aiuterà nel futuro”. 

– Cosa credi di aver dato tu invece alla squadra e alla società per raggiungere questo traguardo?

“Sinceramente non lo so. Da parte mia ho cercato di stare quanto più possibile vicino a tutti, di aiutarli nel momento del bisogno e dare indicazioni. Ma il merito più grande è sicuramente dei ragazzi e di Mister Messina. Sono felicissimo di aver potuto far parte di un gruppo così compatto e coeso, composto da grandi persone che hanno raggiunto un obiettivo strepitoso”. 

– Tornando in città, spulciando i social e varie trasmissioni, abbiamo notato che in vari gruppi, persone che magari non vogliono il bene delle due società, parlano già di dualismo con l’Avellino e di “derby”. Tu come valuti questa situazione?

“Persone che parlano di dualismo non vogliono bene al calcio e alla città e parlano solo per parlare e creare zizzania. L’Avellino merita altri palcoscenici, la sedie D non le compete. È una città che vive di calcio, con tifosi encomiabili. Quest’anno è ripartita dopo un’estate tribolata e spero che possano tornare dove gli compete per il bene di tutti. Noi siamo felici di poter essere la seconda realtà calcistica cittadina, abbiamo raggiunto la Serie A del calcio dilettantistico e per noi è un traguardo importantissimo. Non esiste nessun dualismo e chi lo pensa e lo dice fa il male del calcio avellinese”.

– Una dedica, se ce l’hai, per questo traguardo conseguito che magari possa essere solo il primo di tanti successi?

“La dedica la faccio a me stesso e alle persone a me care  e sono felice che abbiano potuto gioire ai nostri successi”. 

Il sogno del San Tommaso è diventato realtà: i grifoni sono in Serie D

 

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