Frode sportiva: fari su Catanzaro-Avellino del 2013. Indagati Taccone e De Vito?

Frode sportiva: fari su Catanzaro-Avellino del 2013. Indagati Taccone e De Vito?

Spunta anche l’Avellino nell’inchiesta che stamane ha portato all’arresto del presidente del Catanzaro Calcio. Per gli inquirenti quel match doveva finire in parità ma l’Avellino disattese gli accordi…

Con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misure cautelari che dispone l’ applicazione di una misura restrittiva personale nei confronti di 8 persone. L’operazione ‘Money gate’ ha portato anche ad un sequestro di beni per quattro milioni di euro. Le indagini, secondo quanto riferisce la Guardia di finanza, hanno portato alla luce un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro ai danni di una società del settore import/export.

Il presidente del Catanzaro Calcio (Lega Pro) Giuseppe Cosentino e la figlia Ambra, sono due delle 4 persone arrestate e poste ai domiciliari. Cosentino è accusato di appropriazione indebita e di reati tributari mentre la figlia e gli altri 2 arrestati, dipendenti della società di import-export dell’imprenditore, sono accusati di riciclaggio. Per l’accusa avrebbero trasferito in Svizzera ingenti somme di denaro. La società del Catanzaro Calcio, secondo quanto si è appreso, è comunque estranea ai fatti di riciclaggio contestati agli indagati. Le somme, infatti, sarebbero state distratte dalla società di Cosentino che ha rapporti anche con la Cina.
A margine, si segnala che al Cosentino, quale Presidente della società “Catanzaro Calcio 2011 Srl”, è stato contestato il reato di frode sportiva di cui all’art. 1 della L. 401/1989 in relazione ad una partita di calcio della Lega Pro prima divisione girone “B” del Campionato Italiano, disputata nella stagione 2012/2013. La partita in questione è Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013. Un gol di Zigoni regalò la vittoria ai lupi e la matematica promozione in serie B.   Accusati anche di questo reato Armando Ortoli, direttore sportivo, Andrea Russotto, calciatore del Catanzaro, Walter Taccone e Vincenzo De Vito, rispettivamente, all’epoca dei fatti, presidente e direttore sportivo della società calcistica dell’ Avellino. Questi ultimi quattro soggetti sono indagati a piede libero almeno da quello che riportano siti di informazione online calabresi che hanno lanciato la notizia prima di tutti gli altri.
Stando alle carte dell’inchiesta tutti avrebbero concordato il risultato della partita, svoltasi il cinque maggio del 2013, in un pareggio. Ciò avrebbe permesso al Catanzaro di non andare ai play out per la retrocessione e all’Avellino di raggiungere la promozione alla serie superiore. I campani però, all’ultimo minuto, non hanno “rispettato” gli accordi poiché il Perugia, avendo vinto, metteva a serio rischio la loro promozione ed è per questo che la compagine calabrese è uscita sconfitta dall’incontro nonostante il calciatore Russotto avesse “deliberatamente- sostengono i magistrati- fallito due chiare occasioni per segnare il gol del vantaggio”.

 

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