Il dopo Radunovic – Lezzerini-Radu come Seculin-Terracciano: giovani e rivali

Il dopo Radunovic – Lezzerini-Radu come Seculin-Terracciano: giovani e rivali

Quanto questo tipo di concorrenza può fare bene? Vivere una stagione col fiato sul collo può essere stimolo o disturbo?

Rivoluzione tra i pali. Con la partenza di Offredi e il ritorno di Iuliano, l’Avellino ha definito quello che sarà il pacchetto portieri a disposizione di mister Novellino e del preparatore Carmine Amato. Un pacchetto rivoluzionato sì, ma nelle strategie e nelle gerarchie piuttosto che negli uomini dal momento che due dei tre portieri (Lezzerini, Iuliano) hanno già indossato la casacca biancoverde nella seconda parte della passata stagione. Se negli ultimi mesi si partiva da una certezza, l’indiscussa titolarità di Radunovic, oggi la situazione pare diversa.

La società biancoverde ha deciso infatti di puntare su una coppia di giovani portieri, entrambi promettenti a livello giovanile ma alla prima vera esperienza tra i grandi. Ragion per cui bisognerà testare e verificare la loro capacità d’adattamento in un campionato difficile come la Serie B. La stessa situazione vissuta da Radunovic, si dirà, ma con una differenza di notevole conto. Il serbo ha infatti avuto tempo e modo di sbagliare visto che alle sue spalle l’Avellino poteva contare sull’esperto Frattali, pronto a subentrargli e a scalzarlo nei momenti più bui.

Quest’anno i lupi hanno deciso invece di cambiare registro: si punta su due giovani alle prime armi (1 presenza tra i professionisti per Radu, 5 per Lezzerini).

Un rischio? Forse si, forse no. Di sicuro, un taglio netto rispetto al recente passato. Una situazione per certi versi simile si è avuta solo nel primo anno di B, quando l’Avellino decise di puntare su Terracciano e Seculin. Il primo era reduce da due stagioni da titolare nell’allora Seconda Divisione (46 presenze tra Nocerina e Milazzo) e da qualche apparizione (2, col Catania) in Serie A, mentre il secondo vantava già una discreta esperienza in cadetteria (35 presenze con la Juve Stabia in due anni).

La scelta non fu proprio redditizia visto che, tra infortuni e cali di rendimento, i due si alternarono per tutto il corso della stagione senza mai trasmettere un senso di assoluta affidabilità. Entra qui in gioco un’altra possibile conseguenza di quella che è stata la scelta dei biancoverdi, ossia la via dell’alternanza. Una strada sempre più percorsa, ma mai in pieno convincente.

Quanto questo tipo di concorrenza può fare bene?

Vivere una stagione col fiato sul collo può essere stimolo o disturbo?

Il ruolo del portiere è certamente più delicato di altri. L’estremo difensore deve guidare il reparto e trasmettere sicurezza a tutta la squadra. Per farlo, però, è determinante che il portiere senta su di sé la fiducia incondizionata del mister, necessaria anche per superare e mettersi alle spalle quelli che sono i momenti negativi della stagione. Questo discorso è naturalmente ancor più calzante se si parla di portieri giovani ed inesperti. Sentirsi continuamente in bilico potrebbe portare a non rendere al massimo. Si pensi in questo senso a Radunovic, che nella passata stagione ha sofferto la concorrenza di Frattali per poi esplodere in seguito alla partenza dell’attuale numero uno del Parma, cioè quando aveva la certezza di essere il titolare. D’altronde, i giovani necessitano di continuità per poter migliorare. E sia Radu che Lezzerini, talentuosi ma ancora acerbi sotto certi punti di vista, vengono da un paio di stagioni in cui hanno visto poco il campo.

Per poter crescere e poter trasmettere la giusta leadership e tranquillità che deve essere propria di un portiere, sarebbe meglio evitare la strada dell’alternanza. Giusto allora che Novellino tracci subito una gerarchia, scegliendo chi sarà titolare e chi dodicesimo, e la mantenga anche nei momenti difficili. Una vecchia dichiarazione dell’allenatore biancoverde sembrerebbe andare in questa direzione. Di sicuro, tanto Novellino quanto Amato saranno in grado di prendere la decisione migliore per il bene dell’Avellino e di far sì che la scelta di puntare su due giovani risulti vincente. Una scelta che oggi pare, se non azzardata, quanto meno coraggiosa.

 

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