Presidente Taccone, lei ha proprio ragione. Il rispetto genera rispetto e il suo credito è purtroppo finito

Presidente Taccone, lei ha proprio ragione. Il rispetto genera rispetto e il suo credito è purtroppo finito

Al termine della sfida di ieri il patron si è concesso dopo la vittoria a Radio Punto Nuovo dove ha chiosato: “Mi spiace per gli striscioni contro la società, ma il rispetto genera rispetto. Ho fatto tanto per l’Avellino e non merito di essere trattato così”. Ma un riflessione è d’obbligo

Ha ragione Presidente Taccone. Ha proprio ragione. Il rispetto genera rispetto. E il suo credito per aver riportato l’Avellino in serie B è terminato. Le contestazioni nei confronti della dirigenza da parte della Curva Sud e della Montevergine sono un dato di fatto. Delle due l’una. O il 90% degli appassionati biancoverdi si è perennemente ubriacato da inizio stagione o Lei non ha capito che la gente non intende più essere presa in giro. Serve chiarezza, comunione di intenti, idee chiare e soprattutto lealtà nei confronti di una piazza che grazie alla propria storia ha permesso alla sua società di essere ripescata due volte (dalla D alla C2 e dalla C2 alla C1). Ora, andiamo per gradi.

La Curva Sud e lo striscione di protesta contro la società

La Curva Sud e lo striscione di protesta contro la società

Possiamo, se ci è permesso analizzare il testo dello striscione che ha strappato applausi da tutto lo stadio ieri?

“Ad ognuno le sue responsabilità. Di questo scempio responsabile è la società”. Cosa c’è da aggiungere? Ultime posizioni di classifica, società plurideferita per caso Trotta e caso Arini (in entrambi casi per responsabilità dirette), altro deferimento per calcioscommesse e, molto probabilmente omessa denuncia (siamo in attesa che arrivino i dispositivi). Tutte circostanze che porteranno a qualche punto di penalizzazione (si spera i più pochi possibili). Se il patron parla di rispetto di certo non può sottovalutare l’impegno dei tifosi. Gli abbonamenti ci sono stati, le presenze al Partenio pure, per non parlare dei maxi esodi in trasferta.

Secondo striscione: “Taccone e Gubitosa questa piazza va rispettata”. I tifosi chiedono di essere rispettati. E non il contrario perchè fino ad ora gli unici ad esser stati sempre al fianco della squadra sono proprio loro.

Probabilmente sia il patron che il presidente onorario Michele Gubitosa non hanno mai provato sulla propria pelle cosa vuol dire essere contestati veramente. Ma se, ed aggiungiamo se, uno striscione crea così tanta irritazione probabilmente il patron non ha capito che quella gente che ieri ha cantato per 90 minuti ininterrotti è la prima a non voler retrocedere ed è la prima che darebbe la vita pur di vedere la propria squadra del cuore vincere.

E fa specie che il patron torni a parlare dopo le vittorie. Sarebbe opportuno, anche per dare tranquillità all’ambiente, che lo facesse anche dopo ko vergognosi come quelli contro il Perugia, il Novara. Se si intende, pertanto, dare serenità all’ambiente, basta evitare uscite a gamba tesa. Perchè chi paga il biglietto è libero di contestare sempre in maniera pacifica. Altrimenti si corre il rischio di mettere il bavaglio anche alla democrazia. E questo è pericoloso. I tifosi chiedono chiarezza e comunione di intenti. Non immobilismo. Il credito nei confronti della società è terminato. La fiducia incondizionata pure. La gente chiede fatti, ora. Rispetto. Appunto. Rispetto.

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