Sandro Abate – Una vittoria per cominciare, appello corale: “Ora dateci un struttura in città”

Sandro Abate – Una vittoria per cominciare, appello corale: “Ora dateci un struttura in città”

La vittoria in Copopa Italia, quattro gare alla fine del campionato con tante possibilità di essere promossi in A1. Manca una struttura dove giocare: a Pratola Serra la deroga è già scaduta

di Massimiliano Santosuosso, @MaxSantosuosso

Sul tetto d’Italia ma senza cosa. Con una vittoria conquistata a mani basse e un campionato ancora aperto con ampie possibilità di ottenere la promozione diretta in serie A1, il Sandro Abate si trova tra i due fuochi. Gioire per i risultati acquisiti in 4 anni e il dubbio di capire dove si andrà a giocare la prossima stagione. Perchè la deroga concessa dalla Divisione Calcio a 5 di giocare a Pratola Serra è già scaduta. Come neo promossa dalla B, la formazione avellinese aveva diritto a giocare un’altra stagione in una struttura non a norma, ma dal secondo anno, purtroppo, bisognerà rispettare le regole pena la mancata iscrizione al torneo.

Serve, quindi, una struttura a norma con parquet perimetrale di 38×18 e 500 posti a sedere. Senza un palazzetto o una tendostruttura di questo livello, bisognerà emigrare. Inutile nascondersi. Già da qualche settimana, ad esempio, la formazione avellinese ha sostenuto diversi allenamenti nella vicina Pellezzano, in provincia di Salerno. E questa potrebbe essere la sede papabile per disputare il prossimo campionato. Una compagine avellinese che esilia a Salerno non è il massimo. Ma bisogna adeguarsi.

Al momento la verità dei fatti dice che la città capoluogo non offre alternative e il Palasport Del Mauro, attualmente in gestione della Sidigas, non fornisce le dimensioni adeguate. Anche a voler trovare un accordo con il patron della Scandone, bisognerebbe eventualmente allungare il parquet di almeno 4 metri facendolo passare dagli attuali 34 a 38. E per farlo bisognerebbe almeno tagliare due gradoni di quella che oggi è la Tribuna Stampa piazzata nel settore della Curva Nord. La tendostruttura del Campo Coni, dove attualmente gioca il Cus Avellino, non ha i requisiti strutturali per poter ospitare nè la Serie A1, nè la Serie A2. Dalla città alla provincia. L’unica struttura presente a norma è il palasport di Ariano Irpino. Ma giocano tantissime società locali tra basket e pallavolo che sarebbe praticamente quasi impossibile trovare spazi orari per far conciliare le esigenze di una squadra di Serie A di futsal e le tantissime realtà locali a cui non va tolto lo spazio giusto per la crescita di qualsiasi movimento sportivo.

Quindi, nel silenzio delle amministrazioni politiche passate cittadine, il Sandro Abate si trova davvero senza casa. L’ipotesi Salerno non è provocatoria. E’ una realtà che la società presieduta da Jean Philippe Melillo sta valutando. Purtroppo, aggiungiamo noi. Ora, però, bisogna portare a casa il campionato. I presupposti ci sono tutti. Si parte dal secondo posto in classifica a 4 turni dalla fine e dalle tre lunghezze di svantaggio dalla capolista CMB. Non è impossibile il primo posto perchè all’ultimo turno di campionato, proprio il CMB viene a far visita agli avellinesi a Pratola Serra. Basta una vittoria in quello scontro diretto e gli avellinesi di Nuccorini potranno gioire ancora. Perchè a parità di punti in classifica, il regolamento conferma che vola in Serie A la squadra meglio piazzata negli scontri diretti. E gli irpini sono forti della vittoria all’andata proprio in casa del CMB.

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