Serie D – Albalonga, il tecnico Fulvio D’Adderio: “Per l’Avellino gara da tanti significati, per noi una come tante. Gara col Foggia? Era da sospendere. Nel ’98 mi chiamò Sibilia”

Serie D – Albalonga, il tecnico Fulvio D’Adderio: “Per l’Avellino gara da tanti significati, per noi una come tante. Gara col Foggia? Era da sospendere. Nel ’98 mi chiamò Sibilia”

Le parole dell’allenatore dell’Albalonga che presenta la gara con l’Avellino

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

L’Avellino prepara la gara di domenica prossima con l’Albalonga sulla cui panchina siede Fulvio D’Adderio. Il tecnico era sulla panchina del Foggia nel 2007, in quella clamorosa finale playoff di Serie C che vide i lupi vincere 3-0 in un finale clamoroso, finito ai supplementari. Il suo Albalonga è reduce da 10 risultati utili consecutivi e soprattutto 6 vittorie di fila e stessi punti dell’Avellino.

D’Adderio, intervistato da Radio Punto Nuovo, ha parlato delle gara tra Albalonga e Avellino, è tornato su quella finale del 2007, ma la ferita sembra ancora aperta per lui e ha svelato un aneddoto del 1998 quando venne contattato da Antonio Sibilia presidente dell’Avellino.

Queste le parole di D’Adderio: “Per l’Avellino è una gara che ha tanti significati perchè se non non vince non ha fatto nulla fino ad ora. Per noi è una gara contro una grande squadra, contro una grande piazza e proveremo a battere i lupi, ma è una gara come le altre. Siamo molto soddisfatti di quello che stiamo facendo ma non ci vogliamo fermare. Qui ad Albano c’è un clima tranquillo, ma fin troppo. Vengono 3 persone al campo, c’è poco seguito, mentre lì da voi ci sono radio, giornali, tv ecc, per non parlare del tifo. Allenare in D è più bello e importante che allenare in nazionale, in Serie A o B. Perchè nelle serie maggiori l’allenatore deve mettere poco di suo, quando hai giocatori importanti, sono loro a decidere le gare. In D invece devi plasmare tu i giocatori, i giovani, gente che può fare categorie più altre, insomma c’è più lavoro da fare. Perchè ho scelto Albalonga? Perchè ero curioso di mettermi alla guida in un mondo che non conosco e sono curioso di dare risposte e me stesso dopo due anni di assenza dai campi, sia per scelta mia che per scelte societarie. In caso di chiamata dell’Avellino? Farei come fatto con Sibilia. Nel 1998 mi chiamò Antonio Sibilia ma avevo dato una parola ad un’altro club e rifiutai. I valori sono importanti per me, ed è quella che manca nel calcio. Chi toglierei all’Avellino? hanno tanti sostituti, forse in un ruolo hanno un pò di difficoltà, in porta, ma all’Avellino non puoi togliere nulla. Se ti chiami Avellino devi vincere, devi rispettare delle promesse, delle scadenze. Finale del 2007 con il Foggia? Gara da sospendere, c’era più gente in campo che sugli spalti”. 

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