Taccone e Gubitosa hanno perso la voce: quando si perde non parlano

Taccone e Gubitosa hanno perso la voce: quando si perde non parlano

Dopo l’ennesimo ko, nè il patron nè il presidente si sono concessi in interviste. Strano, perchè dopo lo sfogo di sabato scorso qualcuno era curioso di capire cosa avesse da dire contro i tifosi la società

Dove sono Taccone e Gubitosa? Come mai non sono intervenuti volontariamente nella classiche trasmissioni televisive e radiofoniche di ieri sera? Strano. Decisamente strano. O dobbiamo cominciare a pensare che parlano solo dopo risultati positivi? A questo punto è facile trarre delle conclusioni. Qualcuno allora ci spieghi ancora una volta come mai nessuno ha alzato il telefono per dirci che Toscano non era più l’allenatore dell’Avellino. Eppure dopo la vittoria contro la Ternana il patron Taccone aveva duramente contestato la “contestazione” della Sud nei suoi confronti. Non vogliamo nemmeno pensare che il patron ha perso la voce. Non possiamo pensarlo. Perchè nel silenzio assordante della grande figura barbina di Ferrara, qualcuno avrebbe dovuto prendersi le proprie responsabilità. Invece si è lasciato a Toscano l’onore di dire sempre le cose cose scontate e D’Angelo che ha chiesto di lasciare l’allenatore in pace. Ma in pace perchè? Perchè l’Avellino non gioca? Perchè nell’unica partita in cui doveva schierarsi a 4 ha rigiocato a 3? Perchè la squadra non riesce a fare tre passaggi di fila? Perchè i calciatori non corrono e quando lo fanno, diciamocelo, lo fanno in maniera sbagliata? Perchè il patron e Gubitosa non parlano? Stavano riflettendo sull’esonero? Non pensiamo. Il triennale costa tanto e troppo e l’Avellino non può permetterselo? Ma allora il progetto qual è? Di retrocedere in silenzio? O i dirigenti, al momento, sono incapaci di prendere decisioni? O hanno paura di un Marcolin bis? Perchè? Perchè il patron non ritorna sulla contestazione contro la Ternana? Come le definisce le 6 trasferte dell’Avellino quest’anno? Sfortunate? E’ tutto un complotto? Ce lo spieghi allora. Oppure si aspetti contro il Frosinone un’altra contestazione. Di quelle forti. Ormai il rapporto si è incrinato. Inutile aggiungere altro. Il credito, come scrivemmo sette giorni fa, è terminato. Il bonus si è esaurito. L’Avellino è servito a Taccone, Taccone è servito all’Avellino. Adesso bisogna investire. Lo si faccia su un allenatore da 200mila euro a stagione per salvarsi. Se ci si vuole salvare, naturalmente. Oppure, alla casilliana memoria, va bene anche sentirsi dire tra poco “Qual è o problema”. Ma il patron si aspetti anche la risposta che sarà “O problema si tu”. All’indifferenza e all’immobilismo si risponde con contestazione. E non con indifferenza. Perchè indifferenza è sinonimo di rassegnazione. E dopo il 2009, Avellino e la sua provincia, non possono permettersi di rassegnarsi.

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