20 gennaio 2013 – 20 gennaio 2014 : uno strano destino per la Sidigas Avellino

20 gennaio 2013 – 20 gennaio 2014 : uno strano destino per la Sidigas Avellino

Taquan Dean (foto scandonebasket.it)
Taquan Dean (foto scandonebasket.it)

Esattamente un anno fa il 20 gennaio 2013 ci trovavamo a commentare un’altra brutta pagina della storia della Scandone Avellino che cadeva sotto i colpi della Sutor Montegranaro di coach Carlo Recalcati per 95-71. A guidare la compagine biancoverde (che solo cinque giorni avrebbe annunciato l’arrivo di Jaka Lakovic) c’era Cesare Pancotto alla sua prima apparizione dal ritorno in Irpinia. Anche in quel caso la tifoseria irpina non manco di far sentire la propria voce invitando gli atleti ad indossare un’altra maglia. A distanza di 365 giorni non sembra esser cambiato il ritornello quando il calendario segna la data del 20 gennaio. Dodici mesi  fa la Sidigas era un gruppo totalmente da ricostruire, con un Lakovic da inserire e, soprattutto, per nulla rigenerata dalla cura Pancotto (lo stesso allenatore che ieri ha battuto per la seconda volta consecutiva la Montepaschi Siena con la sua Vanoli Cremona).

Fare paragoni potrebbe risultare un azzardo. Di certo la  Sidigas vista ieri pomeriggio all’Adriatic Arena non lascia dormire sogni tranquilli a tifosi e appassionati della palla a spicchi, in alcuni umiliati o addirittura disgustati dalla prova offerta da Spinelli e compagni. La sconfitta contro la Vuelle Pesaro dovrà  servire al gruppo allenato da Vitucci ad acquisire (perché finora non se ne è vista traccia) quell’umiltà e spirito di sacrificio che hanno caratterizzato il nome Scandone Avellino nel corso dei quattordici anni di militanza in serie A. Tanti i campioni che, legando il loro nome a quello del sodalizio avellinese, non si sono mai risparmiati nell’onorare la divisa (e aggiungiamoci i contratti) dinanzi ad un pubblico che anche nell’anno della retrocessione (2005/2006) ha applaudito, nonostante discutibili scelte di mercato, l’impegno mostrato di cestisti che hanno pianto quel pomeriggio di otto anni fa quando Avellino diceva addio (momentaneamente visto il ripescaggio che arriverà qualche mese dopo) al PalaBigi di Reggio Emilia. Proprio il capoluogo emiliano ha dato il via alla crisi di risultati e di identità di una squadra incapace di reagire, di invertire una preoccupante tendenza.

Al di là della meritata vittoria della Vuelle Pesaro, ancora una volta la Sidigas, per larghi tratti, ha mancato di personalità ed è stata vittima dei propri errori, in particolare di un atteggiamento difensivo da circoletto russo. Le penetrazioni nel cuore dell’area di un veterano come Alvin Young (che ha dimostrato ancora una volta il suo valore  tecnico ed umano sebbene rischi di finire in tribuna dalla prossima partita per motivi tecnici e di budget), la freddezza al tiro nei minuti finali di Turner che ha letteralmente mandato al bar i suoi avversari, lo spaventoso  ma risaputo dominio sotto le plance di Anosike dimostrano l’ennesimo sbaglio compiuto in questa stagione da staff tecnico e squadra.  Quando arriverà la tanto agognata scossa? La piazza rumoreggia. I tifosi sembrano spazientiti e qualcuno invoca addirittura le dimissioni di Frank Vitucci. Il miglior allenatore della scorsa stagione che sta vivendo la sua peggior stagione ( e non siamo su “Scherzi a parte”), superando di gran lunga anche quella alla guida della Benetton (2009-2010) quando venne esonerato nel mese di gennaio.

In tanti adesso si chiedono se recheranno benefici gli interventi sul mercato previsti entro e non oltre la fine di questo mese? Sarà il campo a dirlo. Chi arriverà dovrà avere la bravura di calarsi nella parte immediatamente, cercando di ricucire uno strappo con la tifoseria che sognava un torneo di tutt’altro livello ed è ora costretta ad accontentarsi di un decimo posto, tra le altre cose, in compagnia della Pasta Reggia Caserta e Giorgio Tesi Group Pistoia (prossima avversaria domenica), costruite per centrare obiettivi diversi da quelli della Sidigas.

Prevista, dunque, un’altra settimana calda in questo primo scorcio di 2014 per una Scandone che avrà a disposizione soltanto altre quattordici partite per invertire la rotta e compiere l’ennesimo miracolo della sua storia con la qualificazione ai playoff. Traguardo raggiungibile? La palla ora passa a società e giocatori. Ancora una volta.

Davide Baselice

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