La Sidigas schianta Torino: Nunnally e Buva riaprono il sogno Final Eight per Avellino

La Sidigas schianta Torino: Nunnally e Buva riaprono il sogno Final Eight per Avellino

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Nel giorno del debutto di Joe Ragland, la Sidigas Avellino trova per la prima volta in questo campionato il primo bis di vittorie, superando a domicilio la Manital Torino per 86-79 che incassa la quarta sconfitta consecutiva. I biancoverdi salgono a quota dieci in classifica e riaprono il discorso di un’eventuale qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia in programma nel prossimo mese di febbraio. I quarantacinque punti della coppia Nunnally –Buva rilanciano le ambizioni di un team, completamente rigenerato dall’intervento sul mercato.

Sidigas Avellino: Norcino , Ragland , Green 9, Veikalas 8, Acker 13, Cervi 5, Severini , Nunnally 23, Pini , Buva 22, Parlato. All.: Sacripanti

Manital Torino: Dyson 23, White 21, Giacchetti 3, Mancinelli 6, Fantoni , Mascolo , Dawkins 3, Miller 12, Ebi 9. All.: Bechi

Arbitri: Sabetta, Aronne, Ranaudo

Parziali: 20-14, 41-33, 61-56,

Coach Sacripanti ripropone lo stesso quintetto che ben aveva iniziato la sfida a Varese nel posticipo di lunedì sera. Gli ospiti rompono gli indugi dalla lunetta proprio con Dyson. I padroni di casa rispondono con l’asse Marques Green e Riccardo Cervi. L’intensità non manca sul parquet mentre è la precisione la grande assente. I tifosi presenti hanno immediatamente l’occasione di vedere all’opera l’ultimo arrivato Joe Ragland che subentra a Green gravato di due due falli. Da una accelerata sulla linea di fondo l’ex Pinar pesca nell’angolo Acker che punisce dalla linea dei tre punti per l’8-3 del 5’. Torino fa una fatica a trovare la via del canestro, trovando il primo canestro dal campo dopo sei giri di lancette. La Scandone quando può corre e con Acker trova il decimo punto in un avvio di match dalle polveri bagnate anche per i biancoverdi. La Manital non demorde ma riesce a mettere il naso avanti, bucando la difesa irpina in due attacchi consecutivi: l’ex Ebi regala il primo sorpasso della serata per gli ospiti (10-11) che durerà giusto il tempo che Nunnally dall’arco e Buva con la bimane riprende la testa del comando.

La sfida in avvio di seconda frazione è tutta sotto le plance dove Buva replica a White. Rientrano sul parquet Green e Dyson ma è ancora l’ex Ebi a tenere a galla i suoi dalla lunetta (24-22 al 14’). Nunnally e Green cercano di dare la scossa dalla lunga distanza ma Torino è abile a gioca fatta di intensità ed energia. Si sveglia Dyson che trova il quarto punto consecutivo. La Sidigas è lesta a punire i tardivi rientri difensivi piemontesi. Veikalas scalda la mano dai 6,75 metri e la Scandone trova il + 10 (41-31).

La ripresa per i biancoverdi è nel segno di Acker che griffa i primi tre canestri del terzo quarto che tengono a bada una Torino che si affida alla classe di Dyson e la sostanza di Rosselli. Nunnally timbra il rinnovato + 10 (53-43 al 25’) dall’arco, confermando la buona serata dei lupi che viaggiano sopra il 50 %. L’unica nota stonata è rappresentata dal 4° fallo di Cervi che soffre la mobilità di White. Buva, invece, è un problema per la difesa di Torino che si dimentica di chiudere sul croato. White fa sentire tutti i propri centimetri in area avellinese e riapre il match (57-56 al 29’), creando non qualche grattacapo a coach Sacripanti.

E’ ancora Buva l’ancora di salvezza per la Scandone il cui quattordicesimo punto permette alla truppa di patron De Cesare di respirare giusto il tempo che Dawkins si esibisce in un’uscita dai blocchi perfetta nei tempi che vale il 65-59. E’ in difesa che Avellino costruisce il proprio parziale 8-0: il folletto Green colpisce due volte dalla lunga distanza, ben supportato da Buva che riesce a reggere il duello contro lo spauracchio White. Il motore diesel chiamato Sidigas carbura azione dopo azione. La mano educata di Leunen produce il + 15 (76-61) che vale una seria ipoteca sulla gara. Torino mostra tutti i propri limiti ed il talento di Dyson non basta per rompere gli indugi della retroguardia irpina. Gli ultimi tre giri di orologio sono puro garbage time (in cui c’è da registrare gli ingressi di Norcino e Parlato) per un gruppo che strappa gli applausi dell’intero PaladelMauro, in primis quelli di un sorridente patron De Cesare.

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