Alla Sidigas riesce il settebello: PalaTrento espugnato con un quarto periodo da cineteca

Alla Sidigas riesce il settebello: PalaTrento espugnato con un quarto periodo da cineteca

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Miglior biglietto da visita per le Final Eight non poteva esserci per la Sidigas Avellino che con un quarto periodo da 34-18 sbanca il PalaTrento in uno dei due anticipi della quinta giornata di ritorno col punteggio finale di 68-80. I ventinove punti di Nunnally guidano i biancoverdi al settimo successo consecutivo che salgono al quinto posto in classifica, mettendo in cassaforte il 2-0 negli scontri diretti proprio contro la Dolomiti Energia Trento, rea di aver sciupato un vantaggio di tredici lunghezze. Acker e compagni aggiornano a sette il record di succcessi consecutivi collezionati in massima serie.

 

Partenza lanciata per i padroni di casa che si portano avanti sul 6-0 dopo due giri di lancette con Lockett assoluto protagonista coi suoi due canestri. Avellino parte in maniera silente (tre tiri contro i sei degli avversari) ma riesce ad annullare il divario nell’arco di pochi secondi confezionando un minibreak di 5-0 firmato da Nunnally e Green. Rispondono con la stessa moneta i bianconeri che cercano di giocare su ritmi forsennati. Una tattica che produce il primo vero importante solco sul 15-8 al 6’ fatto di triple e comodi tagli back door sotto la regia di Forray che sorprendono la retroguardia avversaria. Sacripanti prova a mescolare le carte con l’inserimento di Buva ma è Lockett fare la differenza con la bimane che vale il settimo punto personale. Entra in gara Wright che smazza già tre assist per i compagni. A Flaccadori non trema la mano per insaccare il piazzato che vale il 25-12. La Scandone risponde presente con Ragland ma i problemi arrivano nel proprio pitturato.

Entra Veikalas che innesca Buva per il primo canestro del secondo periodo ma è far rumore è l’impatto con quattro punti che tengono in avanti la Dolomiti (29-18 al 13’). I problemi dalla lunga distanza della Scandone vengono parzialmente risolti da Veikalas che manda a bersaglio la seconda tripla di serata per i suoi. Trento, al contrario, fa girare la palla alla velocità della luce (dodici assist contro quattro al 17’) capisce che Avellino fatica a contenere la dinamicità dei propri lunghi che dominano sia in avvicinamento sia dai 6,75 metri con Wright. I lupi faticano non poco contro i raddoppi difensivi ordinati da Buscaglia. Nunnally e Cervi provano a ricucire lo strappo ma Flaccadori e Lockett puniscono i lupi dalla lunga distanza (42-29 al 20’).

La Sidigas rientra con tutt’altro spirito sul parquet dopo la pausa di metà gara, mostrando maggior prontezza dinanzi al forcing irrefrenabile degli aquilotti. Buva fa valere tutti i propri chili spalle a contro Sutton, riportando a dieci le lunghezze di ritardo ma Lockett è onnipresente perché prima viene servito in taglio da Forray e poi stoppa Nunnally. Trento riesce a spettacolarizzare il suo gioco quando riesce a convertire le buone difese in contropiedi chiusi con comodi lay – up. Pascolo è il totem per Buscaglia capace di farsi sentire nelle due metà campo e aggiornando il massimo vantaggio per i locali (55-38 al 28’). La Scandone, che vince il confronto offensivo della terza frazione, non si dà per vinta ma reagisce al colpo e riesce ad assottigliare il gap coi suoi uomini di maggior peso ovvero Acker, Nunnally e Leunen.

Proprio da una tripla di Nunnally la Sidigas, nonostante una prestazione offensiva poco entusiasmante,   si ritrova sotto di cinque punti grazie al secondo siluro mandato a bersaglio dal californiano che non lascia dormire sogni tranquilli al pubblico del PalaTrento (57-52 al 34’). E’ un tira e molla tra le parti con gli ospiti che trovano continuità in attacco tanto da capovolgere completamente la situazione (break di 14-7) con Avellino che mette la freccia del sorpasso con Acker. Sale il tassametro dei punti per i biancoverdi (34) che puniscono il blackout dei trentini che perdono Forray per raggiunto numero di falli. Festa grande per la squadra di patron De Cesare che si presenterà alle Final Eight come la mina vagante della kermesse tricolore.

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