“Le sette vittorie della Sidigas indice di una grande forza mentale. Reggio non teme Avellino”

“Le sette vittorie della Sidigas indice di una grande forza mentale. Reggio non teme Avellino”

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<span class=”null”>«Ci dispiace non arrivare al meglio della condizione.  La Final Eight è uno dei nostri obiettivi dopo l’eliminazione in Eurocup». La si può riassumere con queste parole del Diesse Alessandro Frosini la vigilia che sta vivendo la Grissin Bon Reggio Emilia che quest’oggi arriverà a Milano come la Scandone (sbarcata da qualche ora a Linate). «La Sidigas ha il merito di essersi ripresi dopo la mazzata del derby perso in casa contro Caserta. L’innesto di Ragland è stata la ciliegina sulla torta ed hanno creato un equilibrio offensivo pressoché perfetto. Se poi hai il secondo miglior realizzatore del campionato come Nunnally o un playmaker aggiunto come Leunen, il tutto ti viene più facile». – aggiunge il dirigente reggiano nel corso di un’intervista odierna rilasciata a “Il Quotidiano del Sud”. Per i vincitori della Supercoppa Italiana una delle chiavi per battere i biancoverdi sarà quella di affidarsi alla mentalità vincente costruita in questi anni: «E’ merito del nostro allenatore che ha saputo pescare il meglio dai suoi giocatori in ogni momento di difficoltà, dalla vittoria in Eurochallenge all’ultima finale playoff. In gare secche come nelle Final Eight avere qualche giocatore che ha già un minimo di esperienza sarà un piccolo vantaggio da sfruttare. La Sidigas, da parte sua, giocherà senza pressioni e col sogno di ripetere l’impresa del 2008». Contro Reggio Emilia sarà l’occasione per Riccardo Cervi di confermare la crescita esponenziale delle ultime giornate: «Era stato fatto un progetto ben preciso con Riccardo che non è andato poi avanti. Lo abbiamo fatto esordire in serie A2 . Già a metà dello scorso campionato avevamo fatto la nostra offerta ma non ha accettato, esprimendo la propria volontà di giocare l’Eurolega, decidendo di andare a Milano. Sappiamo poi come è andata a finire. Ritengo che per la sua crescita, vivere un’esperienza lontana da Reggio Emilia lo stia aiutando parecchio».
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