Abbonamenti fantasma: tanto i soldi non servono…

Abbonamenti fantasma: tanto i soldi non servono…

Ci siamo. Tra sette giorni la mente e le attenzioni degli appassionati della Scandone saranno rivolte al PaladelMauro quando la Sidigas Avellino scenderà in campo contro la Consultinvest Pesaro per la prima giornata di campionato. La squadra c’è, il nuovo allenatore anche, il Direttore Sportivo che ha costruito un roster in quarantotto giorni insieme al coach.  Cosa manca all’appello? La campagna abbonamenti.

Che domani sia “No juorno buono”, come canta Rocco Hunt, per l’avvio della sottoscrizione delle tessere? Chi vivrà vedrà recita un antico proverbio. Di certo il ritardo maturato dalla società su quest’argomento ha destato molta perplessità tra i supporters e gli osservatori che si domandano come sia possibile che a sette giorni dall’avvio del sedicesimo campionato consecutivo in serie A ancora non sia stata data nessuna comunicazione in merito. Si era abituati alla presentazione e al lancio di simili iniziative nel caldo di luglio. Ci si dovrà accontentare del clima mite di fine settembre.

La Sidigas, insomma, non ci sta facendo una bella figura su quest’argomento. E pensare che le novità arrivate nel corso dell’estate hanno riscosso l’apprezzamento della piazza: dalla scelta del diesse Nicola Alberani sino all’arrivo di Pino Sacripanti in panchina passando per un roster che piace già alla gente per l’atteggiamento messo in campo. Tutti gli ingredienti per affollare i botteghini del PaladelMauro a suon di abbonamenti sottoscritti. Fino ad oggi nemmeno l’ombra. Ed Avellino, probabilmente, è l’unica realtà sportiva italiana professionistica a non aver presentato un proprio piano fedeltà nei confronti dei propri tifosi.

Nel calcio, al contrario, si assiste ai continui inviti del patron Walter Taccone a gremire le gradinate del “Partenio – Lombardi”: dalle interviste sui giornali o siti web sino alle comparsate sulle emittente televisive locali finanche ad arringare la folla con l’arrivo in pompa magna di Antonio Zito nell’estate del 2014 nello store ufficiale in via Cannaviello. Un ritardo come questo nel calcio, non sarebbe mai stato ammesso nel basket. E pensare che la campagna abbonamenti per la stagione 2015 -2016 del ritrovato Us Avellino 1912 è partita nello scorso mese di giugno, a distanza ravvicinata dalla semifinale playoff col Bologna. La ferita era ancora aperta, la voglia di rivalsa infinita, il desiderio di riprovarci lo si annuiva negli occhi di tutti i fans biancoverdi.

Taccone e De Cesare, dunque, due stili diversi. Quest’ultima la si potrà ritenere un’affermazione scontata. Avellino, tuttavia, è una città che, sportivamente parlando, vuol essere infiammata, stimolata e, perché no, sognare ad occhi aperti sebbene il sodalizio di piazza Libertà non sia la squadra “ammazzacampionato” del torneo calcistico cadetto.

Lo stesso dovrebbe avvenire con la Scandone ma questo silenzio diventa sempre più preoccupante. In tanti cominciano a pensare che dovranno “farsi il biglietto” domenica prossima. Qualora avvenisse ciò, la Sidigas vedrebbe macchiata un pò della propria immagine dopo la nota vicenda dello slittamento del ritiro precampionato nella passata stagione.

A far discutere è il poco “spirito da lupi” (concetto di cui si è fatto menzione in una conferenza stampa estiva) in un momento simile al cospetto di una piazza che vuol cambiare definitivamente registro dopo le delusioni delle recenti annate.

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