Brutta, sporca, cinica. Finalmente (di Alfredo Bartoli)

Brutta, sporca, cinica. Finalmente (di Alfredo Bartoli)

Nella giornata in cui si è sancita la matematica salvezza e la conseguente successiva sedicesima stagione consecutiva in massima serie (è sempre bene ricordarlo), i biancoverdi non si accontentano e battono Pistoia 73-69, vanno sul 2-0 nei confronti diretti contro i toscani e approfittano, come meglio non potevano, della giornata favorevole per rilanciare le proprie ambizioni play off.

Una vittoria brutta, sporca, cattiva. Ma tremendamente voluta. E questa, al di là delle note tecniche, è la notizia migliore che avremmo potuto scrivere questa sera. Perché, come raramente capitato quest’anno, Avellino ha vinto una partita in volata o, per meglio dire, ha vinto soffrendo, graffiando, tuffandosi sulle palle vaganti e con una difesa che ha sorretto un attacco andato troppo a corrente alternata. Ci son volute 26 giornate ma, finalmente, si è vista una squadra con un minimo di voglia e di ardore. Perché tutto questo sia successo adesso, quando i buoi potrebbero già essere andati, non ci interessa (o almeno non ci interessa per ora). Ma certo, se un pizzico della volontà messa stasera, negli ultimi 5 minuti, fosse stata messa anche prima, la situazione in classifica non sarebbe tanto compromessa. Di contro, lo sparuto pubblico di questa sera ha avuto la consapevolezza che, a cominciare dal derby di domenica prossima e per le quattro gare che restano al termine del campionato, andrà al PalaDelMauro a vedere una squadra degna di questo nome. E di questi tempi è un affare.

Frates propone il terzo quintetto diverso in altrettante partite: stavolta restano fuori Hanga (e ce lo si poteva aspettare) e Harper (questo spiazza un po’ tutti, ma è una decisione più che comprensibile). Avellino appare quadrata fin da subito, attenta in difesa e con un Trasolini rinvigorito dal quintetto che mette 6 dei primi 8 punti dei lupi. L’ingresso di Harper (2 palle toccate e 2 tiri senza ritmo) sbilancia i biancoverdi e Pistoia ne approfitta con un parziale di 0-9 che permette ai toscani di chiudere sul 12-16 la prima frazione.

Il secondo quarto si apre con Amoroso che spinge i suoi al + 6 (12-18, massimo vantaggio), prima che Green si ricordi che a questo gioco non è vietato tirare. Due triple e un assist per Harper del numero 4 sono il preludio di uno dei migliori quarti offensivi dell’intera stagione: 1120 dal campo con 5 triple, 6 assist e nessuna persa portano i biancoverdi sul 41-32. Peccato che un paio di sciocchezze e un terribile 412 dalla lunetta permettano a Pistoia di chiudere sul -4 il primo tempo (41-37).

I toscani rientrano dagli spogliatoi con le idee più chiare: addormentano la partita e costringano Avellino a soli 2 punti in 5 minuti di gioco, provando anche una mini fuga sul 45-49. Frates con il time out e Banks con 6 punti in fila rianimano i lupi che chiudono la frazione sul 53 pari. L’equilibrio prosegue per tutta l’ultima frazione, con i lupi imprecisi in attacco (Gaines 19) ma reattivi in difesa. E’ Green, con poco più di 4 minuti da giocare, a dare la spinta necessaria ai suoi, segnando una tripla sulla sirena dopo aver raccattato una palla dalla spazzatura. Ed è a questo punto che viene fuori la voglia di sacrificarsi da parte di tutti, perfino di Harper, che diventa decisivo con la (doppia) stoppata che sigilla la vittoria: la dimostrazione più eclatante di una squadra diventata, improvvisamente, “cinica ed efficace” per dirla con coach Frates, il vero fautore di questa metamorfosi.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy