Buva, Severini ma, soprattutto, coach Sacripanti…(di Alfredo Bartoli)

Buva, Severini ma, soprattutto, coach Sacripanti…(di Alfredo Bartoli)

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Senza essere blasfemi, a volte il basket, come il Signore, opera per via misteriose. E allora succede che quello che, per tutti noi, era già con un piede e mezzo lontano dal PalaDelMauro disputi una delle sue migliori partite in carriera e che  un ragazzo con 26 minuti totali giocati in serie A (compresi gli 8 di ieri) dia la scossa necessaria a cambiare l’inerzia di una partita.

L’importantissima vittoria su Trento ha in copertina i volti di Ivan Buva e Giovanni Severini, ma (e non ce ne vogliano i due ragazzi) soprattutto quello di un allenatore preparato che, nonostante tutte le difficoltà del caso (e ce ne sono state), ha sempre preferito lavorare, credendo fortemente in questo gruppo. Coach Sacripanti si sta facendo apprezzare dalla piazza perché trasmette passione, entusiasmo ed umiltà e sembra davvero il vero valore aggiunto di questo gruppo. Ieri l’ha vinta lui perché non ha avuto paura di buttare dentro Severini per dare la scossa che ha ricucito lo svantaggio a fine primo tempo, perché nonostante un primo tempo da 2 punti e 1/5 dal campo (con errori inspiegabili), ha preferito Buva a Cervi nella ripresa ed è stato ripagato con un secondo tempo da 24 punti e una partita da 32 di valutazione e perché ha mandato fuori giri l’attacco di Trento con una zona match up, forse scolastica, ma estremamente efficace nell’evitare le grosse difficoltà patite nella difesa individuale da parte di tutti i biancoverdi.  Infine l’ha vinta anche in conferenza stampa, sia quando ha ringraziato il pubblico per il grande supporto, sia perché, insieme ai suoi ragazzi, ha dedicato la vittoria a Benas Veikalas, assente ieri perché colpito da un grave lutto, a dimostrazione di quanto sia compatto questo gruppo, cosa da tenere in forte considerazione in vista di eventuali tagli o aggiunte.  Perché questa squadra, pur con qualche difetto strutturale (comunque niente di particolarmente grave che non possa essere corretto lavorando su tecnica e tattica), ha anima, coraggio e voglia di lottare e questo è già una buona base dalla quale partire per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Adesso si può guardare al futuro con maggiore tranquillità, anche se all’orizzonte ci sono i campioni d’Italia di Sassari, squadra forte e lunga, attrezzata per il doppio impegno, ma ancora alla ricerca delle quadratura come dimostrano le due sconfitte interne già subite in stagione. E’ un impegno difficile, al livello di quelli di Milano e Reggio Emilia, ma si può affrontare in maniera diversa, con una maggiore consapevolezza dei propri mezzi e, soprattutto, con una squadra che durante questa settimana lavorerà per crescere ancora e recuperare il tempo perduto.

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