Carchia (Sportando.com): «La Sidigas poteva fare molto di più. Ivanov punto di partenza per il futuro»

Carchia (Sportando.com): «La Sidigas poteva fare molto di più. Ivanov punto di partenza per il futuro»

Emiliano Carchia
Emiliano Carchia

Prosegue la preparazione della Sidigas Avellino che è pronta ad affrontare la seconda trasferta di fila in programma domenica alle ore 18:15 al PalaEstra contro i Campioni d’Italia della Montepaschi Siena.  Quella  in Toscana rappresenterà una delle ultime chance per gli uomini di Vitucci di tener vive le speranze di entrare nei playoff. L’unico obiettivo all’interno di una stagione ritenuta deludente da più parti, anche per Emiliano Carchia, direttore di Sportando.com, uno dei principali siti web a livello mondiale specializzati nella spalla a spicchi.

Carchia che giudizio dà all’attuale stagione della Sidigas Avellino?

«Le aspettative attorno alla Scandone erano tante. Ad inizio stagione la vedevo una squadra tranquillamente da playoff e da Final Eight di Coppa Italia. Quindi per ora, il voto non è sufficiente perché dopo aver mancato la Final Eight di Milano, Avellino è ancora in lotta per uno spot nella postseason e le ultime 4 sconfitte in fila sicuramente non aiutano».

Dal suo punto di vista sono state sbagliate le scelte di mercato in rapporto alla filosofia di gioco di Vitucci o sono maggiori i demeriti dello stesso allenatore?

«Naturalmente le aspettative attorno a coach Vitucci erano tante. Tornava nella sua Avellino dopo una stagione da Coach of the Year a Varese. È  ritornato ad Avellino nonostante un contratto con la Cimberio anche per la stagione in corso. Quindi sicuramente sarà rimasto affascinato dal progetto della Scandone di De Cesare. Con il roster a disposizione Avellino poteva fare molto di più. Anche se il roster manca di qualche elemento, soprattutto nello spot di play. Puntare su Lakovic anche quest’anno è stato un “MUST” vista la stagione passata. Ma le fatiche di Eurobasket hanno pesato oltre misura sul fisico dello sloveno che non sta giocando al livello che ci ha abituati lo scorso anno. Avendo puntato su Lakovic, Avellino si è forse trovata sguarnita nel ruolo di backup dello sloveno. Spinelli può garantire ancora 10-15 minuti di qualità, pochi per colmare le lacune dello sloveno in questa stagione».

Qual è il giocatore di Avellino che maggiormente l’ha impressionata sin qui?

«Sicuramente Kaloyan Ivanov. Il bulgaro vale mezza squadra. E’ un leader, un giocatore che non molla mai. La sua conferma è stata l’acquisto dell’anno per la Scandone (a posteriori perché comunque tutti vedevano Lakovic come acquisto dell’anno). E la conferma di Ivanov dovrà essere anche la base di partenza per il prossimo anno».

Il campionato italiano è alle prese con le notizie di mancati superamenti degli esami della Comtec e di conseguenti smentite. Cosa sta succedendo al basket italiano?

«La situazione economica dell’Italia in generale ma di gran parte dell’Europa sicuramente non facilita le squadre di basket. Con la poca visibilità che ha poi la pallacanestro (soprattutto in televisione) il prodotto basket non viene venduto in maniera adeguata e ne risentono le squadre. Calano gli sponsor che in alcune realtà non ci sono oramai da anni e quindi in tanti hanno difficoltà a stagione iniziata».

Dal prossimo 1 luglio si insedierà Ferdinando Minucci alla guida della Legabasket. Quali sono le prime mosse che si aspetta da un dirigente della sua esperienza?

«Dare visibilità alla pallacanestro. In tv e su internet. Tutte le grandi leghe europee hanno partite visibili in streaming, ecco penso sia giunto anche il momento per l’Italia di arrivare a questo livello. Oramai si vive quasi tutto il giorno connessi su smartphone, tablet e computer. Le partite su questi dispositivi devono essere trasmesse. Altra cosa, la qualità delle immagini. Nel 2014 non è pensabile andare avanti con trasmissioni di partite che sembrano uscire dagli anni ’70. Questo permetterebbe anche di vendere un prodotto agli sponsor, fondamentali se si vuole far tornare il grande basket in Italia».

Sul parquet Milano sembra imbattibile. Scudetto già assegnato o qualche altra squadra potrebbe dire la sua?

«Questo è l’anno di Milano. Non vedo come la squadra di Banchi, che potrebbe tranquillamente anche arrivare alle Final Four di Euroleague, possa perdere il titolo. La sconfitta nelle Final Eight è stato solo un incidente di percorso ma batterli 3 o 4 volte nel giro di pochi giorni è impossibile».

Quale avversaria potrà impensierire la squadra milanese?

«Sassari e Cantù».

La squadra del campionato che sta apprezzando maggiormente?

«Due sono le squadre: Cantù e Brindisi. Cantù perché Sacripanti sta facendo un lavoro straordinario puntando anche su un nucleo di giocatori italiani di qualità come Gentile, Aradori e Cusin. E senza paura nel lanciare giovani come Rullo o Abass o il centro che ha giocato contro Siena. Brindisi perché dopo l’infernale girone di ritorno dello scorso anno ha avuto la forza di ripartire da zero scegliendo perfettamente il nucleo di stranieri che si sono subito calati nella nuova realtà permettendo all’Enel di essere nelle zone alte della classifica».

Il premio di Mvp a chi lo assegnerebbe?

«Keith Langford o Drake Diener. Anche se Diener penso lo meriti di più per la continuità con cui mette la palla dentro la retina».

Dirige un sito che si occupa molto di mercato. Che sessione di mercato estiva prevede? Quali saranno le possibili squadre protagoniste?

«Naturalmente spero che sia un mercato scoppiettante che possa portare Sportando ad avere ancora più visite. Io come protagoniste ovviamente vedo Milano, che sarà alle prese con il rinnovo di Langford. Avellino, che credo rifonderà la squadra, provando a partire da Ivanov. Varese stessa che dovrà cambiare molto dopo questa sfortunata stagione. Sperando naturalmente di potermi occupare solo di mercato e non anche di crisi societarie, club esclusi o ripescaggi».

Davide Baselice

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