Cavaliero a Repubblica.it: «Aggredire Reggio Emilia sin dall’inizio per poter far risultato»

Cavaliero a Repubblica.it: «Aggredire Reggio Emilia sin dall’inizio per poter far risultato»

Daniele Cavaliero
Daniele Cavaliero

«E’ la nostra ultima chiamata, inutile girarci attorno. E’ una finale, per noi ma anche per loro perché chi vincerà finirà tra le prime otto. Sappiamo di giocare contro una squadra completa, molto ben allenata, fisica, di talento, che in casa esprime il suo miglior basket anche come aggressività e intensità di gioco. La ricetta? Aggredirli dall’inizio, far vedere che siamo lì per vincere, per giocarcela fino all’ultimo secondo». Non ricorre a tanti giri di parole la guardia della Sidigas Avellino Daniele Cavaliero (che oggi compie 30 anni) nell’intervista rilasciata al sito Repubblica.it alla vigilia della delicata sfida di domani sera contro la Grisin Bon Reggio Emilia. Il cestista di origini triestine dice la sua sull’altalenante girone d’andata disputato sin qui dal roster biancoverde: «Probabilmente i nostri alti sono figli del talento che riusciamo a spalmare all’interno della squadra, quello che manca ogni tanto è la coesione. Nei momenti di difficoltà, quando la palla non vuole entrare o quando si prende un break, le squadre vere reagiscono, noi abbiamo fatto fatica in certe situazioni ad essere una vera squadra, una squadra che si aiuta nei momenti di difficoltà. Siamo un gruppo nuovo, con un allenatore nuovo, ma ora è arrivato il momento di cambiare marcia per far diventare la stagione divertente e interessante». Il numero 18 della Scandone ritiene il talento uno degli elementi su cui puntare per proseguire la rincorsa ai vertici della classifica: «Riusciamo a incanalare il talento solo a sprazzi, non in maniera continua. Questo ci porta ad avere dei buchi all’interno delle gare importanti, dove gli avversari o scappano oppure rientrano in partita. E’ una cosa che non possiamo permetterci, se vogliamo arrivare lontano dobbiamo diventare una squadra solida. Io sono fiducioso, abbiamo il talento e il chilometraggio per arrivarci». Sebbene stia giocando da vero e proprio leader, Cavaliero riconosce in Jaka Lakovic la guida spirituale del gruppo: «Lui è ‘il giocatore’ di questa squadra, la guida. Si vede la differenza in campo quando c’è lui. Ha avuto un’estate di impegni con la sua nazionale, ha qualche problema fisico che ancora lo limita ma questo non può essere un alibi. Siamo esperti abbastanza da poter e dover sopperire a certe difficoltà». L’attuale campionato sta mettendo nuovamente in vetrina la qualità dei cestisti italiani: «Sono stati anni difficili per noi italiani, prima se non eri un fenomeno come Gallinari, Belinelli o Bargnani giocavi poco. Penso sia cambiata molto la mentalità, oggi c’è più voglia di diventare importanti, i giocatori se ne fregano un po’ di più di cercare di essere decisivi, sono più aggressivi in campo. Il talento c’è sempre stato, è l’atteggiamento che è cambiato. La nuova generazione sta iniziando ad avere esperienza di Eurolega già da giovane, la generazione mia un po’ meno, però siamo maturi abbastanza per diventare importanti per le nostre squadre». Le sue prestazioni in maglia Sidigas potrebbero riaprirgli le porte della Nazionale Azzurra: «Preferisco non parlare di nazionale – dice – L’unica cosa che posso dire, è che da quando sono piccolo il sogno della mia vita è giocare una grande manifestazione con la maglia azzurra. Alla fine di questa estate, quando purtroppo sono stato tagliato, ho capito che era arrivato il momento di voltare pagina, di vivere alla giornata, di godermi qualcosa che magari negli anni mi sono perso perché avevo sempre obiettivi più lontani. La bastonata ha fatto molto male».

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