Come un pugno in pieno viso

Come un pugno in pieno viso

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Come un diretto d’incontro. In pieno viso. Di quelli inaspettati e che per questo fanno ancora più male perché il corpo, la testa, lo spirito non sono pronti ad assorbirlo. Ecco cos’è stato il derby per tutto l’ambiente Scandone: un pugno in pieno volto che manda al tappeto tutte le convinzioni e le certezze faticosamente costruite fino a ieri sera. Sono bastati 20 minuti (o forse meno) per trasformare un derby da sogno in un incubo, per passare da una possibile qualificazione alle Final Eight ad un’affannosa rincorsa per la salvezza, per far riemergere pensieri cupi che sembravano dovessero non dover tornare più. Vorremmo essere d’accordo con coach Sacripanti quando parla di presunzione per spiegare il raccapricciante secondo tempo giocato dai suoi giocatori, ma é evidente che c’è stato anche dell’altro. 18 punti in un tempo, 7 palle perse in un quarto (il terzo) sono solo alcuni dei numeri che parlano di una lettura del secondo tempo sbagliata, e non solo per motivi di deconcentrazione o di stanchezza (3 giorni fa a Cremona è stata una battaglia). Parlare dei singoli, dopo una prestazione del genere, lascia il tempo che trova, per cui adesso c’è solo da rimboccarsi le maniche, tornare in palestra a lavorare ed evitare voli pindarici in un campionato che non ti consente distrazioni. Anche perché questa partita assomiglia sinistramente a quella giocata l’anno scorso contro Brindisi (guarda caso anche quella alla 12ima giornata), con l’aggravante di aver dilapidato un vantaggio ancora maggiore e per di più nel derby. Non c’è bisogno di ricordare cosa successe dopo. Qualcosa che quest’anno non ci possiamo permettere.

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