“Con Vitucci è arrivata l’attesa svolta, Sidigas puoi arrivare in fondo”

“Con Vitucci è arrivata l’attesa svolta, Sidigas puoi arrivare in fondo”

Pasquali (Manital Torino) sottolinea le potenzialità di Avellino in questo finale di stagione

I due recenti successi contro la Dolomiti Energia Trento e al PalaCarrara di Pistoia lo scorso sabato hanno riacceso le speranze salvezza per una Manital Torino che sino a qualche settimana fa sembrava pressoché spacciata. Ed invece il lavoro svolto da coach Frank Vitucci in questi quattro mesi in cui la sfortuna ha avuto un ruolo di primo piano negli equilibri del team piemontese: dall’infortunio occorso a Dj White passando per le vicende extracampo che hanno riguardato Jerome Dyson e Ian Miller. Domenica arriva la “squadra del momento” così come sottolinea il Direttore Generale del sodalizio di Corso Siracusa, Renato Pasquali.

Il vostro successo  a Pistoia è un chiaro segnale alle dirette concorrenti?

«Le ultime due partite hanno confermato il volto nuovo della squadra, evidenziando le diverse motivazioni con cui ci stiamo esprimendo in campo. Domenica ci auguriamo di vedere lo stesso atteggiamento».

Domenica sarete attesi da un altro duro esame ovvero affrontare la Sidigas Avellino.

«Il nostro gruppo è molto più compatto rispetto a qualche settimana fa. Siamo consapevoli che affronteremo una Sidigas quale squadra più in forma in questo girone di ritorno. E’ una candidata alla vittoria finale e meglio di lei non ha fatto nessuno. Per noi c’è la possibilità in caso di vittoria di poter regalare un’altra emozionante pagina ai nostri tifosi che riempiranno numerosi il palasport domenica».

Per Torino quale potrebbe la principale insidia nel giocare contro una squadra come la Scandone?

«Bisogna temere l’imprevedibilità dei due playmaker che possono creare tanto per i compagni. La sorpresa è Nunnally mentre il girone di ritorno di Cervi lo ha consacrato come un fattore dentro l’area perché può cambiare le traiettorie dei tiri degli avversari dando sicurezza alla prima linea difensiva e in attacco tocca tanti palloni».

Il 10 febbraio 2008 sedeva sulla panchina della Virtus Bologna e l’Air di Boniciolli vinse contro di voi la Coppa Italia. Trova qualche analogia con quella squadra?

«Posso dire che la Scandone è una squadra molto competitiva. Pensi alla finale scudetto dello scorso anno: nessuno avrebbe pronosticato che Reggio Emilia e Sassari se la giocassero e tantomeno in sette gare. Ritengo che l’imprevedibilità sia l’arma in più di questa Avellino: a settembre in quanti avrebbero pensato ad una finale di Coppa Italia contro Milano?».

Nel frattempo che Avellino seminava, Torino si è rimessa in carreggiata con l’approdo dell’ex Frank Vitucci.

«Al suo arrivo abbiamo collezionato tre vittorie su quattro gare. Frank ha saputo dare identità e tenere unito un gruppo che è dovuto ripartire quasi daccapo dopo il lungo stop che ha interessato Jerome Dyson quando era all’apice della condizione. La società e tutto l’ambiente lo ha supportato nella maniera giusta. Siamo contenti di Frank fino a questo momento».

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