Fancy Bears non da tregua agli sportivi, anche Nadal finisce nella bufera

Fancy Bears non da tregua agli sportivi, anche Nadal finisce nella bufera

Si allunga sempre più l’elenco di sportivi autorizzati a doparsi prima e dopo Rio 2016

Non sembrano volersi fermare il gruppo Hacker Fancy Bears. E’ di poche ore fa un’altra violazione della banca danti della WADA. Si allunga sempre più l’elenco di sportivi autorizzati a doparsi prima e dopo Rio 2016 anche se è da sottolineare che questi atleti non rischiano nulla per la normativa vigente in quanto si tratta di  nonostante la cosa faccia sorgere più di un dubbio. Altri 26 nomi di sportivi, per un totale di 66, un elenco che sembra allungarsi col passare del tempo. Non si può negare come alcuni di questi documenti svelino le bugie, o presunte tali, dette da alcuni campioni. Se non altro sul numero dell’esenzioni mediche ottenute. Esempio lampante è il campione di tennis spagnolo Rafael Nadal che fu in passato già accostato allo scandalo delle sacche di sangue del dottor Fuentes, infuriandosi per le presunte accuse di doping. Ora con carte svelate non può negare l’assunzione continuata e legale di doping. O come il plurimedagliato britannico Farah che, a suo tempo, affermò di aver assunto solo una volta il doping durante la sua carriera ora dalle carte vien rivelato un uso prolungato dal 2008 al 2014 di medicinali con effetti dopanti.

Adesso si pensa che il CIO ( Comitato Olimpico Internazionale) possa prendere in considerazione la creazione di unità di etica professionale per la lotta contro la corruzione, partite truccate e l’uso di doping. E’ una mossa che potrebbe potenzialmente essere utilizzata per indebolire la WADA.

Va ricordato che il 7 agosto, in base ai risultati del rapporto di commissione indipendente della WADA, il Comitato Paraolimpico Internazionale ha deciso di escludere dalla partecipazione ai Giochi Paraolimpici di Rio de Janeiro tutta la squadra russa. QUI e QUI i precedenti da leggere.

La parte russa ha fatto appello sulla squalifica alla Corte di Arbitrato per lo Sport di Losanna ma il 23 agosto il ricorso è stato respinto.  In precedenza, in base allo stesso rapporto, sono stati squalificati un certo numero di atleti russi, anche se le prove delle accuse non sono stati presentati.

Sarebbe lo stesso gruppo che, secondo alcuni esperti di sicurezza americani, avrebbe hackerato il Comitato nazionale democratico con il successivo leak di email e documenti interni – la pubblicazione delle quali ha portato alle dimissioni della presidente del Comitato Debbie Wasserman Schultz e ad altre tensioni interne al partito proprio durante la corsa presidenziale di Hillary Clinton. E che avrebbe violato anche un’altra organizzazione del partito, quella che gestisce la campagna democratica al Congresso, con diffusione di dati riservati sugli iscritti.

Qui i nomi di tutti gli atleti coinvolti:

ARGENTINA: Facundo Callioni e Lucas Martin Rey (hockey prato)

AUSTRALIA: Brennan Kimberly e Alexander Belonogoff (canottaggio); Jack Bobridge (ciclismo).

BELGIO: Loick Luypaert (hockey su prato)

BURUNDI: Francine Niyonsaba (atletica)

CANADA: Christine Sinclair, Melissa Tancredi, Rhian Wilkinson; Sophie Schmidt (calcio)

DANIMARCA: Pernilla Blume e Jeanette Ottesen (nuoto); Casper Mortensen (pallamano); Niklas Larsen (Ciclismo)

FRANCIA: Dimitri Bascou (atletica); Gauthier Grumier (scherma)

GERMANIA: Robert Harting e Christina Obergfoll (atletica); Franziska Hentke, Christian Reichert e Christian Von Lehn (nuoto); Julian Justus (tiro); laura Siegemund (tennis).

GRAN BRETAGNA: Mo Farah (atletica); Nicola Adams (pugilato); Sam Towsend, Olivia Carnegie-Brown, Helen Glover e Peter Reed (canottaggio); Chris Froome, Bradley Wiggins, Laura Trott e Callum Skinner (ciclismo); Charley Hull e Justin Rose (golf); Siobhan-Marie O’Connor (nuoto); Heather Fischer (rugby a 7); Alexandra Danson, Crista Cullen e Samantha Quek (hockey su prato);

POLONIA: Natalia Madaj (canottaggio)

REPUBBLICA CECA: Petra Kvitova (tennis)

ROMANIA: Roxana Cogianu (canottaggio)

RUSSIA: Misha Aloyan (boxe)

SPAGNA: Belmonte Garcia Mireia (atletica); Rafael Nadal (tennis)

STATI UNITI: Michelle Carter, Deanna Price, Ariana Washington (atletica); Elena Delle Donne e Brittney Griner (Basket); Simone Biles e Laurie Hernandez (ginnastica artistica); Tervel Dlagnev (lotta); John Conger, Kathleen Baker e Connor Jaeger (nuoto); McQuin Baron (pallanuoto); Dagmara Wozniak (scherma); Bethanie Mattek Sands, Serena e Venus Williams (tennis); Sam Dorman (tuffi); Brady Ellison (arco)

UNGHERIA: Laszlo Cseh (nuoto)

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