“Farò divertire la Sandro Abate a suon di goal”

“Farò divertire la Sandro Abate a suon di goal”

Il neoacquisto Galeotafiore si presenta: “Vogliamo divertirci, non è stato facile lasciare il Cus Avellino”

Dopo tante voci di mercato finalmente si è riuscito a trovare un accordo che si è concluso con il passaggio del calcettista Nunzio Galeotafiore alla Sandro Abate. Un giocatore di tutto rispetto che a 23 anni riesce a battere ogni record segnando 53 goal in una stagione in serie C1. Un colpo da novanta per la Sandro Abate che, dopo gli acquisti di Ferrara, Di Testa nella passata stagione e di gente motivata ed esperta come Milito e Abate, chiude un altro affare come l’innesto del “Killer” cosi da candidarsi a possibile favorita alla vittoria del campionato di C2.

Galeotafiore lascia anche il settore giovanile del Cus Avellino di cui era uno degli allenatori e punto di riferimento per tanti ragazzi. Voci di corridoio lo vogliono anche alla guida del vivaio della Sandro Abate. Il perchè di questa scelta ce lo spiega direttamente il ventiquattrenne calcettista. 

Il suo passaggio alla Sandro Abate Five Soccer è ufficiale. Quali sono le sue sensazioni? E’ pronto per questa nuova sfida?

“Sono felice di iniziare questa nuova avventura. Spero di poter giocare al più presto nella nuova “casa” che la Sandro Abate ha intenzione di costruire perché sul parquet mi sento più a mio agio. Mi piacciono le sfide e l’anno scorso ne ho persa una retrocedendo. Sono pronto a prendermi una rivincita.”

Sono arrivate per lei tante richieste di mercato. Perchè proprio questa scelta e cosa promette alla sua nuova squadra?

Mai come quest’anno ho ricevuto molte richieste, anche in categorie superiori. Ho scelto la Sandro Abate perché oltre ad avere un progetto ambizioso, mi permette di continuare i miei progetti futuri e poi sentivo il bisogno di nuovi stimoli. Alla società prometto innanzitutto la mia serietà negli allenamenti e poi spero di contribuire al raggiungimento di obiettivi importanti.”

E’ nato e cresciuto nel calcio a 5 grazie al Cus Avellino. Cosa lascia e, soprattutto, come lascia l’ambiente?

“Lasciare il Cus Avellino non è stata una scelta facile. In questi anni ero diventato uno degli uomini chiave ma credo di aver dato l’anima per questa squadra fino alla fine. Lascio molti amici che spero capiranno la mia scelta ma il rapporto con Emilio Lanzetta resta al di fuori dell’ambito sportivo.”

Alcuni dicono che il suo trasferimento ha creato scompiglio nella società del Cus. E’ una realtà vera o sono solo voci?

“Un solo giocatore non fa l’intera squadra a meno che non sei argentino e ti chiami Diego Armando Maradona. Dunque morto un Papa se ne fa un altro. Il Cus possiede molti giovani talenti, basta saperci lavorare. Lo scompiglio lo creano le malelingue: c’è sempre chi criticherà una scelta che tu sia un niente o Messi. Se remi per la stessa barca sei uno di loro, se decidi di cambiare rotta diventi il mercenario infame di turno.”

Giudichi per l’ultima volta la sua carriera al Cus ripercorrendo i migliori anni e i migliori goal.

“L’anno più bello senza dubbio è stato quello della salvezza con vittoria della classifica capocannonieri. Ripeterlo è quasi impossibile. E’ un ricordo che porto nel cuore perché a soli 23 anni, segnare 54 gol in una categoria di tutto rispetto è una bella soddisfazione. Raccontare i gol più belli è impossibile: da quelli nei derby con il Solofra a quelli con l’Lpg fuori casa nello sprint finale per la salvezza. Penso che una delle partite più belle in assoluto sia quella contro il Saviano nella quale segnai 5 reti.”

Il suo obiettivo personale per la prossima stagione? Continuerà a sparare “proiettili” anche con la Sandro Abate?

“L’obiettivo principale è divertirsi, poi ci sono tutti i presupposti per fare un campionato da vertice, dipenderà dalla nostra fame di vittorie. I proiettili sono sempre pronti, mi auguro di spararne il più possibile, ma in questo sport è importante anche servire l’assist per un compagno.”

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