Gaines, da brutto anatroccolo a mancato cigno della Sidigas

Gaines, da brutto anatroccolo a mancato cigno della Sidigas

Quando incrocia Caserta, vede rosso. Al pari di un toro in occasione di una corrida. Cinquantacinque sono i punti che Sundiata Gaines ha iscritto a referto in cinquantasei minuti disputati nelle due gare stagionali contro la Pasta Reggia. Con risultati finali opposti, come ben noto, ma accomunati da un dettaglio: la positiva condizione psico – fisica. L’ex Jazz, infatti, è stato tra i protagonisti nei due confronti contro i bianconeri nei due scorci di campionato in cui il prodotto di Georgia University ha visto crescere il proprio rendimento offensivo, supportato da una sicurezza mentale e ritrovata fiducia nei suoi mezzi che i tifosi biancoverdi hanno visto col contagocce in queste ventisette giornate. Le ottime prestazioni fornite nel derby non sgombrano il campo, tuttavia, per quanto fatto vedere da Gaines durante l’arco dell’intero torneo. Da potenziale leader di un gruppo rinnovato per 9/10, il cestista newyorkese ha dimostrato scarsa affidabilità nel saper esaltare le doti dei suoi compagni di squadra. Non a caso le statistiche lo collocano al 29° posto della speciale classifica dei miglior assistman (2,5), preceduto dai compagni di quintetto Banks e Hanga che lo precedono in 24° e 25° piazza. Ragion per cui la società si è rituffata sul mercato, optando per il ritorno di Marques Green che, insieme all’approdo di Frates, ha rimodulato i compiti sul parquet del Gaines, da molti considerato più una guardia “undersize” che un regista ammirato nella precedente esperienza italiana di Cantù. Le recenti tre doppie cifre collezionate in tre delle ultime quattro uscite non nascondono i rimpianti per le speranze mal riposte in sede di mercato dalla dirigenza che in più di una circostanza ha pensato al taglio dello statunitense, protagonista in più di una circostanza di uno scarso feeling con Vitucci (non a caso la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta dell’andata con l’Enel Brindisi in cui si è detto da più parti di “differenti vedute” sul come affrontare gli sciagurati tre minuti finali dell’incontro). Non è da escludere, infine, che Gaines possa rendersi autore di altre tre prestazioni da otto in pagella in tre match in cui ci sarà poco da contendersi come obiettivo se non onorare e rispettare la canotta indossata. A Cantù Gaines viene ricordato come una persona tranquilla e silenziosa. Ad Avellino un brutto anatroccolo mai divenuto cigno.

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